Industria Vicentina
07/09/2019

Il Presidente Luciano Vescovi intervistato su YouTube dal prof. Boldrin (video)

"Fare l'imprenditore in Italia oggi vuol dire essere sia un po’ pazzi sia dei temerari perché è così difficile che un giovane si metta a dare continuità a un’azienda in Italia".



Dopo l’intervento del Presidente Luciano Vescovi a “I conti della belva”, programma di Radio24 condotto da Oscar Giannino in merito all’atteggiamento dirigistico di questo Governo, sul seguitissimo canale twitter dell’economista e co-conduttore del programma Mario Seminerio è cominciato un confronto serrato sul rapporto tra politica e comunità economica vicentina che ha visto protagonista proprio il presidente di Confindustria Vicenza, il quale è risposto con questo thread.

Da questo confronto, l’economista e professore della Washington University in St. Louis Michele Boldrin ha proposto al presidente in confronto aperto sul proprio canale Youtube che prontamente è stato accettato.

È forse la prima volta che un presidente di Confindustria territoriale accetta un’intervista aperta e “nativa” su questa piattaforma, ma si è trattata di un’iniziativa che ha dato il via ad un dibattito importante sia nel video (che è possibile vedere di seguito) sia nei commenti sul canale Youtube sia su Twitter.

Confindustria Vicenza si presenta quindi con una nuova faccia, credibile e competente, di fronte a un pubblico nuovo, che spesso vive di stereotipi nei confronti dell’imprenditoria veneta e che ora ha la possibilità di vederne il vero e rappresentativo volto.




Qui alcuni stralci del Presidente.

“La cosa principale è che la politica economica è incentrata tutta sulla crescita dei consumi e quindi il modello adottato da questo governo è di redistribuzione di risorse, per poi sperare che questo incentivi la domanda e che questo, di riflesso, incentivi l'offerta e faccia crescere quindi il paese sul traino di in crescita della domanda interna. Noi la pensiamo in maniera radicalmente diversa, cioè pensiamo che questo paese, per adesso quantomeno, abbia una vocazione all'export importante, con numeri importanti e conosciuti, cioè i famosi 460 miliardi di export manifatturiero italiano con un surplus annuo di quasi 60 miliardi che è l'asse portante strutturare di questo paese. Non che questo debba durare per sempre, probabilmente in prospettiva l'Europa dovrà fare una riconsiderazione di questo, in primis la Germania, ma questo per il momento è il modello vincente per le imprese del Vicentino, del Nordest e anche di tutto il Nord”.

Fare l'imprenditore in Italia oggi vuol dire essere sia un po’ pazzi sia dei temerari perché è così difficile che un giovane si metta a dare continuità a un’azienda in Italia… deve avere veramente una forza di volontà oltre che delle competenze straordinarie”

“La politica economica di un paese deve accompagnare le sue eccellenze e creare un contesto che faccia capire che investendo qui, sul territorio, ci può essere un ritorno importante. Un ritorno che non è solo per gli investitori americani, giapponesi, olandesi ma soprattutto per questo territorio. C’è bisogno di un governo che non tiri fuori sciocchezze come il salario minimo, quota 100 o il reddito di cittadinanza”.



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