Industria Vicentina
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10/05/2018

Divieto di circolazione per diesel Euro 3: “Si rischia il blocco delle attività economiche"

Confindustria Vicenza scrive alla Provincia e ai sindaci: "Chiediamo tempi e incentivi affinché imprese e persone possano adeguare il parco macchine”



Evitare di affossare l’attività economica della provincia pur mantenendo l’obiettivo di migliorare sostanzialmente la qualità dell’aria. Questo è ciò che Confindustria Vicenza ha chiesto con una lettera rivolta alla Provincia e ai 24 comuni interessati dalle misure restrittive della circolazione.

Il rischio infatti è che la concomitanza di tempi stretti e di mancanza di incentivi economici o fiscali generalizzati per l’adeguamento del parco macchine delle imprese (oltre che per il trasporto conto terzi anche per il conto proprio) comporti un sostanziale blocco dell’attività economica dei principali centri della provincia.

I dati forniti dall'Aci, in questo senso, sono inequivocabili: al 31 dicembre 2017, nella provincia di Vicenza oltre la metà (56%) dei veicoli commerciali alimentati a gasolio rientra nelle categorie interessate dal blocco, ovvero i mezzi da Euro 0 a Euro 3.
Percentuale che sale ad oltre il 71% laddove si considerino anche i veicoli commerciali Euro 4 per i quali potrebbe scattare il blocco nel caso di 10 giorni consecutivi di sforamento dei limiti d’inquinamento dell’aria.

Confindustria Vicenza, con la nota inviata a sindaci e presidente della Provincia, non vuole mettere in dubbio la necessità di migliorare la qualità dell’aria nei centri abitati, ma chiede che siano assicurate le giuste modalità affinché coloro che devono rinnovare il parco macchine abbiano il tempo e le possibilità per farlo senza che questo pesi sulla normale attività economica, ovvero delle imprese e dei loro dipendenti.

Perciò gli industriali, oltre a richiedere di intensificare il confronto tra istituzioni e categorie economiche per poter raggiungere l’obiettivo ambientale senza incidere pesantemente sulle imprese, hanno proposto di definire la perimetrazione del territorio entro il quale applicare i limiti alla circolazione escludendo le zone produttive, nonché di prevedere specifiche deroghe per i cantieri edili e impiantistici, mezzi d’opera e trasporti speciali, servizi di assistenza e manutenzione.
Idonee soluzioni dovrebbero, inoltre, essere garantite per gli insediamenti produttivi ubicati all’interno dell’aree vietate.

Infine Confindustria Vicenza chiede che ci sia uno stretto coordinamento in capo alla Provincia - ente chiamato dalla stessa Regione Veneto a svolgere questo compito e che formulerà un’ordinanza tipo per i comuni vicentini – per evitare che Comuni, anche confinanti tra loro, adottino discipline differenti, creando ulteriori incertezze e complicazioni tanto ai privati cittadini, quanto agli operatori economici.


Elenco dei comuni a cui è stata inviata la lettera:
Altavilla Vicentina
Arzignano
Bassano del Grappa
Bolzano Vicentino
Brendola
Caldogno
Chiampo
Costabissara
Creazzo
Dueville
Longare
Lonigo
Montebello Vicentino
Montecchio Maggiore
Monteviale
Monticello Conte Otto
Montorso Vicentino
Quinto Vicentino
Sarego
Schio
Sovizzo
Torri di Quartesolo
Vicenza
Zermeghedo





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