Industria Vicentina
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10/10/2018

Equity crowfunding: cos'è e perché rappresenta un’opportunità da cogliere

Il corso di Niuko per scoprire nel dettaglio questo strumento è in programma per giovedì 25 ottobre.



di Filippo Mazzaro,

Responsabile Amministrazione Finanza e Controllo Niuko Innovation & Knowledge


Nata negli Usa ben 30 anni fa, nel mercato italiano la pratica dell’equity crowdfunding è regolata dalla Consob dal 2013, con il riconoscimento di circa 30 portali autorizzati.

Rimasta sempre sotto-traccia, negli ultimi mesi ha conosciuto un vero e proprio boom: nel 2017 in Italia sono stati raccolti 12 milioni di euro attraverso 50 campagne, nei soli primi tre mesi del 2018 il crowdfunding ha finanziato più società che in tutto il 2017 per una raccolta complessiva di 5,9 milioni di euro. Una crescita esponenziale legata al fatto che questo strumento, prima limitato alle sole startup, è stato aperto da gennaio anche alle Pmi non innovative.

Ma in cosa consiste l’equity crowdfunding? Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Si tratta di una sorta di micro quotazione, che prevede la pubblicazione attraverso un portale autorizzato dell'iniziativa imprenditoriale allo scopo di raccogliere soldi che saranno investiti nell'azienda. Il portale non è intermediario finanziario, ma si appoggia ad una banca e ha il compito di esaminare la valutazione dell'azienda attraverso un controllo di merito dei documenti, anche per validare la bontà dell'iniziativa.

Rappresenta un'opportunità per giovani nuovi imprenditori, ma anche ex manager o ricercatori. La possibilità di investimento è aperta a chiunque (persone fisiche e giuridiche), anche allo scopo di creare sinergie.

La regolamentazione introdotta nel nostro Paese, che fra l’altro rende obbligatorie le clausole di convendita, è fra le più rigorose al mondo. In Italia ogni campagna di crowdfunding può raccogliere fino al massimo a 5 milioni di Euro e normalmente dura tra i due e i quattro mesi.

Il documento fondamentale per valutare la potenzialità dell'iniziativa è il Business Plan, che ha il compito di tradurre in numeri la strategia dell'imprenditore e fornire la valutazione dell'azienda. Non esistono ancora best practice comunemente adottate per stabilire quali criteri di valutazione utilizzare e, di conseguenza, il rischio di esporre un'autovalutazione non coerente ai prezzi di mercato e al rischio d'impresa rappresenta in questo momento un freno allo strumento. Da qui l’auspicio di un intervento dell’organismo Italiano di valutazione con indicazioni che consentano di disporre di una bussola con cui orientarsi.

Non si tratta di strumenti contrapposti rispetto a quelli del credito tradizionale: spesso intervengono proprio per rafforzare il patrimonio di aziende già esistenti, rendendole più finanziabili dalle banche e permettendo loro di assumere maggiore personale.

Per approfondire le opportunità aperte dal crowdfunding nel nostro Paese Niuko Innovation & Knowledge ha promosso un corso in programma giovedì 25 ottobre, con gli interventi di Pierluigi Riello, dottore commercialista, Paolo Moro, avvocato d’impresa, Matteo Piras, fondatore di startup, primo portale autorizzato da Consob. In quest’occasione verranno presentati anche alcuni interessanti casi concreti.

Per maggiori informazioni e iscrizioni vai alla pagina dedicata.





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