Industria Vicentina
11/23/2018

Moda e tessile: porte aperte ai giovani che vogliono imparare il mestiere

Bocchese, Presidente di Sezione di Confindustria Vicenza: “L’età media è alta e con ‘Quota 100’ rischiamo di perdere alcune competenze prima che ci sia un vero passaggio generazionale”.



“Stiamo registrando un grande interesse dei giovani ad entrare nel mondo del fashion, ma per trasformare questo desiderio in una vera professione c’è bisogno di avviare dei percorsi strutturati per permettere alle nuove generazioni di imparare il mestiere dai ‘maestri’ che operano nelle nostre fabbriche”. Così Michele Bocchese, Presidente della Sezione Moda e Tessile di Confindustria Vicenza, commenta i dati dell’Osservatorio sulle prospettive e aspettative at work 2018 di PwC, presentato in occasione del XXIII Fashion & Luxury Summit di Pambianco.

Il report indica infatti che ben il 61% dei Millennials (i nati dal 1980 al 1994) e il 65% della Generazione Z (i nati post 1995) desiderano lavorare nel settore della moda.

“In una provincia che rappresenta la quarta forza nazionale del settore sia per numero di addetti, sia per export – continua Bocchese – questo è sicuramente incoraggiante perché degli oltre 60.000 addetti impiegati in Veneto, un terzo ha un’età superiore ai 50 anni e l’eventuale approvazione della cosiddetta ‘Quota 100’ rischia di comportare una fuoriuscita di molti professionisti esperti che non hanno attualmente un vero e proprio ricambio. Insomma, siamo di fronte ad una grande sfida: la maggior parte di chi lavora in questo mondo sono persone che negli anni hanno imparato a sviluppare un’altissima manualità oltre che un’eccellente conoscenza dei tessuti, dei materiali e dei macchinari. Queste competenze non si imparano in un giorno, servono tanto studio – e ad oggi gli istituti tecnici non riescono ancora far fronte ai nuovi fabbisogni – ma anche la possibilità di imparare guardando e lavorando fianco a fianco con i nostri ‘maestri’ in azienda. Dobbiamo lavorare insieme a tutte le categorie che rappresentano il nostro settore, insieme alle scuole e insieme alle autorità regionali per costruire dei nuovi percorsi per avvicinare i giovani alle scuole e le scuole alle nostre aziende. È un percorso complesso ma la recente esperienza del PMI day che ha portato, nella sola Vicenza, ben 1400 studenti in azienda, rappresenta un ottimo esempio di quella collaborazione che vogliamo rafforzare sempre di più”.

Per parlare di questi temi, quindi, l’ultimo Consiglio della Sezione Moda e Tessile di Confindustria Vicenza, che si è svolto presso Sellerie Equipe di Valdagno - un’azienda gioiello che, nel particolare campo della produzione di selle equitazione e accessori cavallo, è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo - ha visto la presenza anche dell’Assessore regionale Elena Donazzan. Nel corso dell’incontro, gli imprenditori hanno evidenziato come vi sia una certa difficoltà nel reperire personale altamente qualificato indispensabile per poter garantire l’elevatissima qualità dei prodotti richiesta dal mercato (ad esempio non si trova il 37% degli addetti in grado di far funzionare gli impianti 4.0 di abbigliamento e calzature), e come sia necessaria un’azione significativa nei confronti dei giovani e delle famiglie.

“Le cause, che purtroppo condividiamo anche con altri settori, sono diverse – spiega Bocchese –. In primis c’è una diffusa cultura anti tecnica, i programmi didattici prevedono sempre minori risorse dedicate ai laboratori, inoltre gli Its, che costituiscono un asset fondamentale nell’istruzione post diploma nei paesi più avanzati d’Europa (Germania in primis) pur funzionando molto bene, in particolare nella nostra Regione, registrano un numero di iscritti ancora troppo basso. Di questo passo rischiamo di perdere alcune competenze. In un momento in cui il Made in Italy e le aziende del lusso crescono e possono creare lavoro, manca chi questo lavoro lo possa svolgere, peraltro con ottime soddisfazioni personali ed economiche”.

“Su questo tema – afferma l’Assessore regionale Elena Donazzan - la Regione lavora da tempo perché la Moda è un settore strategico per il manifatturiero del Veneto. Dobbiamo ridurre la distanza tra le esigenze dell’impresa e le aspettative dei giovani: dobbiamo promuovere l’alta formazione tecnica dei giovani, perché le aziende oggi ci chiedono soprattutto ‘supertecnici’ e vanno quindi conseguentemente sostenuti i percorsi di ITS (Istruzione Tecnica Superiore). Ogni realtà imprenditoriale ha necessità specifiche che favoriscono una altrettanto specifica formazione all’interno dell’azienda stessa. Il tavolo della moda serve a sensibilizzare gli imprenditori nella conoscenza di questi strumenti, far emergere il loro fabbisogno professionale e dire ai giovani che qui ci sono ottime opportunità di lavoro”.

“Su questo fronte, possiamo assicurare alla Regione la più completa collaborazione, e li ringraziamo per l’attenzione che stanno dimostrando su questi temi fondamentali per il futuro del nostro distretto industriale”, conclude Bocchese.




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