Industria Vicentina
03/14/2019

Ma che bel "caffelendario": il calendario 2019 di Caffè Carraro

Nei dodici scatti del fotografo Pietro Martinello dodici storie con al centro il caffè.

Stefano Tomasoni

Caffè Carraro, l'azienda di torrefazione di Schio, ha realizzato un calendario 2019 molto particolare: il fotografo Piero Martinello è andato in giro per i bar e i locali della provincia a ritrarre clienti e avventori intenti a sorseggiare un caffè. Ne sono nate dodici piccole storie in altrettanti scatti.

Cosa c'è di originale in un'azienda che a fine anno realizza un calendario e lo distribuisce a clienti e fornitori? Nulla, verrebbe da dire, a meno che non si parli del calendario Pirelli, inossidabile oggetto cult che ogni anno fa notizia per i fotografi famosi che mobilita e per la qualità estetica dei soggetti femminili che quei fotografi ritraggono. Ma Pirelli a parte, gli altri in genere sono calendari aziendali più o meno nel solco della tradizione.

Un'eccezione è arrivata quest'anno dalla Caffè Carraro, l'azienda scledense di torrefazione che se n'è uscita con un calendario 2019 meritevole di segnalazione. Per l'idea di fondo, per la qualità delle foto e per la loro ambientazione. Si tratta di un calendario che ritrae persone intente a sorseggiare un caffè, ovviamente Carraro, in bar e locali di Schio e della provincia.




Di per sè uno spunto semplice, epperò declinata con grande efficacia grazie soprattutto agli scatti realizzati da Piero Martinello, fotografo scledense ritrattista che, seppur giovane, ha già avuto suoi lavori esposti tra l'altro a Mosca, Barcellona, Monaco, Milano, Lisbona. I testi che accompagnano le foto sono di un altro scledense, Piero Casentini (insieme i due professionisti stanno per aprire uno studio di comunicazione e narrazione d'impresa in Galleria Conte), mentre la grafica è curata dallo studio Il Segno di Schio. Un prodotto realizzato in 2 mila copie, distribuite in Italia e all'estero alla rete vendita e ai clienti dell'azienda.

L’idea di partenza è stata del titolare della Caffè Carraro, Giuseppe Zanandrea, che aveva il progetto in testa da un po’ di tempo. “Abbiamo sempre dato un calendario o un'agenda ai nostri punti vendita, un prodotto abbastanza tradizionale - dice Zanandrea -. Quest'anno ho detto: facciamo un bel calendario. Avevo come riferimento il calendario che alcuni anni fa la Lavazza aveva fatto con Ferran Adrià il famoso chef spagnolo: in quel caso le fotografie dei mesi ritraevano cuochi celebri nel mondo in ambientazioni particolari, con la loro tazza di caffè in mano. Ho pensato: noi i grandi chef non possiamo permetterceli, prendiamo volti di nostri dipendenti, con un'ambientazione aziendale attinente alla lavorazione del caffè. La cosa però diventava complessa da realizzare subito, perché siamo partiti che era già settembre-ottobre e c'era poco tempo per organizzare tutto al meglio in azienda. Così s'è deciso di tenere l'idea dei dipendenti per il calendario del 2020 e intanto di virare verso volti di clienti di bar del territorio".

A quel punto, con il fotografo Martinello, si è partiti a cercare in tutta la provincia i locali "giusti" (clienti Carraro, of course), con ambienti che potessero essere idealmente situati in tutto il mondo, per avere alla fine un calendario "esportabile" ovunque. "Il caffè è una cosa molto democratica, costa poco e ha un gusto riconoscibile che unisce i popoli – osserva Zanandrea -. Con il calendario appunto volevamo far passare il messaggio che la nostra tazzina di caffè arriva dappertutto".

Siamo andati nei locali a cercare persone reali, vere – aggiunge l’autore delle foto, Piero Martinello -. Abbiamo fatto un lavoro on the road, soffermandoci sui locali più interessanti e sui personaggi che incontravamo: dall'operaio che va a lavorare la mattina presto al bancario, dall'anziana alla giovane ragazza”.

Il risultato è una varia umanità colta nel rito della tazzina quotidiana. Gennaio è una signora che sorseggia il caffè a Valdagno. Febbraio è un uomo sorridente in un elegante locale di Bassano. Marzo è una ragazza cinese seduta a un tavolino a bordo piscina al Podere la Torre. Aprile è un uomo gioviale al bancone del Circolo Arci di Poleo. Maggio è una signora assorta in un bar di Bassano. Giugno è un ragazzo di colore in centro a Vicenza. Luglio è una donna ai tavolini di un bar di Zanè. Agosto è un operaio della Val Chiampo. Settembre è un'aggraziata ragazza iraniana a un tavolo della caffetteria Carraro di Schio. Ottobre è un anziano dallo sguardo serio. Novembre sono due giovani sikh che conversano dalle parti di Arzignano. Dicembre è un giovane pensieroso a un tavolo da biliardo al bar Felix di Piebevelcino.

Dodici foto che diventano altrettante piccole storie, dodici quadri che fermano un istante e catturano un pensiero, uno sguardo. E naturalmente un caffè.




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