Con la conversione del decreto-legge 116/2025 nella Legge 147 del 3 ottobre 2025, il quadro dei reati ambientali viene rafforzato in modo significativo, con ricadute dirette sull’attività delle imprese. Il provvedimento, spesso associato alla “Terra dei Fuochi”, ha in realtà applicazione nazionale e interviene sul Testo Unico Ambientale, sul Codice penale e sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Le nuove disposizioni introducono una definizione più puntuale delle violazioni legate alla gestione dei rifiuti e un generale inasprimento delle sanzioni. Vengono ridefinite le ipotesi di abbandono, rafforzate quelle di gestione non autorizzata e combustione illecita, e irrigiditi i controlli su documentazione e spedizioni transfrontaliere.
Rilevanti anche gli effetti extra-penali: in caso di condanna definitiva possono scattare sospensioni o revoche di autorizzazioni e contributi pubblici.
Si amplia inoltre l’ambito dei reati ambientali rilevanti ai fini del d.lgs. 231/2001, con sanzioni più elevate e misure interdittive rafforzate. In questo contesto, una gestione non adeguata dei rifiuti può tradursi rapidamente in un rischio penale e patrimoniale per imprese e amministratori.
Per approfondire il nuovo scenario, Confindustria Vicenza, con Università Ca’ Foscari, ARPAV e Assoreca, organizza il convegno “Il decreto Terra dei Fuochi e la riforma dei reati ambientali”, mercoledì 28 gennaio 2026 alle 9.30 a Palazzo Bonin Longare.

