Il 2014, quindicesimo anno di attività di Energindustria, si chiude con ottimi risultati per il consorzio energetico promosso da Confindustria Vicenza esposti durante l’assemblea annuale. I numeri sono positivi sia dal lato della crescita di imprese consorziate, arrivate a quota 1.183, confermando Energindustria come primo consorzio confindustriale d’Italia, sia dal lato dei risparmi in bolletta a favore delle aziende stesse che, rispetto all’anno precedente, in media hanno pagato l’energia elettrica il 13% in meno, mentre sul gas si è verificato un risparmio complessivo di 2,8 milioni di Euro.
L’assemblea di chiusura dell’anno è stata anche elettiva, con la riconferma di Carlo Brunetti alla presidenza di Energindustria, l’elezione di Emiliano Feller alla vicepresidenza, nuovo ingresso nel Consiglio Direttivo del consorzio assieme a Franco Cavazza, Paolo Dal Prà e Fabio Fracasso e ai riconfermati Alberto Chiese e Andrea Visentin.
“Questi risultati sono stati possibili grazie all’expertise sviluppato dal consorzio in questi 15 anni – spiega il presidente Carlo Brunetti – ma anche perché Energindustria opera senza fini di lucro, senza alcun legame con i fornitori, ma nell’esclusivo interesse delle imprese. Non a caso abbiamo avuto la fiducia di moltissime piccole e medie aziende che altrimenti avrebbero dovuto fare affidamento, nella maggior parte dei casi, a consulenti esterni”.
Sono infatti ben oltre quota 2.300 i contatori di energia elettrica e 1.400 quelli di gas naturale, riforniti da Energindustria con 1 miliardo 200 milioni di kWh erogate per una bolletta complessiva di 215 milioni di Euro e 140 milioni di mc di gas per un importo di 60 milioni di Euro.
“La gestione del ‘fattore energia’ in azienda è diventata una pedina fondamentale per la competitività – spiega il direttore del consorzio Franco Maitan – per questo oltre alla consolidata azione di ottimizzazione dei contratti, che costantemente negli anni ha portato a dei risparmi, Energindustria ha esteso la propria attività rispondendo a esigenze di consulenza per quanto riguarda l’esenzione sulle accise, la gestione delle problematiche dovute alle microinterruzioni e anche la formazione del personale aziendale con particolare attenzione all’efficienza energetica”.
Non a caso a marzo si è svolto un percorso formativo sulla figura dell’Energy Manager che vuole essere una risposta ai nuovi obblighi di legge (D.Lgs 102/14) per cui, entro dicembre 2015, le grandi imprese, con più di 250 dipendenti e 50 milioni di euro di fatturato o 43 milioni di bilancio, e le attività energivore sono tenute a effettuare una diagnosi energetica.
“Queste nuove normative sicuramente rappresentano un aggravio amministrativo per l’azienda – continua Brunetti – ma devono essere viste come l’opportunità di incidere in maniera veramente importante sui costi energetici che, come sappiamo, in Italia possono essere anche del 30% maggiori rispetto ai concorrenti europei. Stiamo quindi facendo, come consorzio, un’operazione di sensibilizzazione e formazione su questi temi per poter portare le aziende a prendere le giuste decisioni in modo che possano migliorare consumi, costi e quindi anche programmare gli investimenti o affrontare senza preoccupazioni eventuali periodi di instabilità dovuti a fattori geopolitici, come accaduto di recente in Ucraina.”.
Per questo Energindustria ha proposto ai consorziati tre tipi di fornitura: una a prezzo fisso, una a prezzo variabile, che segue le fluttuazioni della borsa elettrica, e una composta da una parte a prezzo fisso e una a prezzo variabile. “In questo modo – conclude Maitan –, con l’assistenza dei nostri esperti, chi ha bisogno di stabilità può avere una tariffa fissa, chi invece preferisce procedere con acquisti flessibili per sfruttare eventuali cali del prezzo dell’energia, ha la possibilità di farlo. Sempre contando che con i nostri contratti l’azienda può avvantaggiarsi del potere contrattuale costituito dall’aggregazione delle imprese consorziate, che consentono di operare nei mercati all’ingrosso”.
L’assemblea di chiusura dell’anno è stata anche elettiva, con la riconferma di Carlo Brunetti alla presidenza di Energindustria, l’elezione di Emiliano Feller alla vicepresidenza, nuovo ingresso nel Consiglio Direttivo del consorzio assieme a Franco Cavazza, Paolo Dal Prà e Fabio Fracasso e ai riconfermati Alberto Chiese e Andrea Visentin.
“Questi risultati sono stati possibili grazie all’expertise sviluppato dal consorzio in questi 15 anni – spiega il presidente Carlo Brunetti – ma anche perché Energindustria opera senza fini di lucro, senza alcun legame con i fornitori, ma nell’esclusivo interesse delle imprese. Non a caso abbiamo avuto la fiducia di moltissime piccole e medie aziende che altrimenti avrebbero dovuto fare affidamento, nella maggior parte dei casi, a consulenti esterni”.
Sono infatti ben oltre quota 2.300 i contatori di energia elettrica e 1.400 quelli di gas naturale, riforniti da Energindustria con 1 miliardo 200 milioni di kWh erogate per una bolletta complessiva di 215 milioni di Euro e 140 milioni di mc di gas per un importo di 60 milioni di Euro.
“La gestione del ‘fattore energia’ in azienda è diventata una pedina fondamentale per la competitività – spiega il direttore del consorzio Franco Maitan – per questo oltre alla consolidata azione di ottimizzazione dei contratti, che costantemente negli anni ha portato a dei risparmi, Energindustria ha esteso la propria attività rispondendo a esigenze di consulenza per quanto riguarda l’esenzione sulle accise, la gestione delle problematiche dovute alle microinterruzioni e anche la formazione del personale aziendale con particolare attenzione all’efficienza energetica”.
Non a caso a marzo si è svolto un percorso formativo sulla figura dell’Energy Manager che vuole essere una risposta ai nuovi obblighi di legge (D.Lgs 102/14) per cui, entro dicembre 2015, le grandi imprese, con più di 250 dipendenti e 50 milioni di euro di fatturato o 43 milioni di bilancio, e le attività energivore sono tenute a effettuare una diagnosi energetica.
“Queste nuove normative sicuramente rappresentano un aggravio amministrativo per l’azienda – continua Brunetti – ma devono essere viste come l’opportunità di incidere in maniera veramente importante sui costi energetici che, come sappiamo, in Italia possono essere anche del 30% maggiori rispetto ai concorrenti europei. Stiamo quindi facendo, come consorzio, un’operazione di sensibilizzazione e formazione su questi temi per poter portare le aziende a prendere le giuste decisioni in modo che possano migliorare consumi, costi e quindi anche programmare gli investimenti o affrontare senza preoccupazioni eventuali periodi di instabilità dovuti a fattori geopolitici, come accaduto di recente in Ucraina.”.
Per questo Energindustria ha proposto ai consorziati tre tipi di fornitura: una a prezzo fisso, una a prezzo variabile, che segue le fluttuazioni della borsa elettrica, e una composta da una parte a prezzo fisso e una a prezzo variabile. “In questo modo – conclude Maitan –, con l’assistenza dei nostri esperti, chi ha bisogno di stabilità può avere una tariffa fissa, chi invece preferisce procedere con acquisti flessibili per sfruttare eventuali cali del prezzo dell’energia, ha la possibilità di farlo. Sempre contando che con i nostri contratti l’azienda può avvantaggiarsi del potere contrattuale costituito dall’aggregazione delle imprese consorziate, che consentono di operare nei mercati all’ingrosso”.
