23/06/2026

Cyber risk, nelle PMI venete consapevolezza sotto la media nazionale

Il Rapporto Cyber Index PMI Veneto rileva un punteggio medio di 50 su 100 e indica la necessità di rafforzare l’approccio strategico.

Quasi tutte le imprese coinvolte utilizzano strumenti digitali e il 26% di queste ha subito violazioni negli ultimi tre anni. Solo l’11% delle PMI analizzate è classificato come maturo nella gestione del rischio cyber.

Il Rapporto Cyber Index PMI Veneto, presentato a Vicenza nel corso della tappa territoriale del roadshow dedicato alla diffusione della cultura della gestione del cyber risk tra le piccole e medie imprese, evidenzia un livello di consapevolezza ancora limitato nelle aziende venete. L’iniziativa Cyber Index PMI è promossa da Confindustria e Generali, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Dall’indagine emerge che il 98% delle imprese intervistate fa ricorso a strumenti digitali a supporto della propria attività produttiva e che, tra queste, il 26% ha subito violazioni negli ultimi tre anni. Le PMI del Veneto risultano inoltre particolarmente esposte ai rischi legati alle terze parti, anche per effetto dell’elevata interconnessione con il sistema produttivo e con la filiera.

Il rapporto valuta la maturità delle imprese su tre dimensioni: approccio strategico, identificazione e attuazione. Il punteggio medio rilevato in Veneto è pari a 50 su 100, inferiore alla media nazionale di 55 su 100. Nel dettaglio, le PMI venete ottengono 57 su 100 nell’approccio strategico, 40 su 100 nella capacità di identificazione delle minacce e 54 su 100 nelle leve di attuazione.

I rispondenti, rappresentativi dell’intera popolazione di PMI del Veneto, si distribuiscono in quattro livelli di maturità: l’11% è considerato maturo, il 23% consapevole, il 47% informato e il 19% principiante. Il dato conferma la necessità di rafforzare non solo la conoscenza del fenomeno, ma anche la capacità di tradurre tale consapevolezza in competenze, investimenti e misure organizzative.

Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia, ha dichiarato: "Il Veneto rappresenta per Generali un territorio di grande rilevanza, caratterizzato da un tessuto imprenditoriale dinamico e fortemente interconnesso. I risultati del Rapporto evidenziano come, a fronte di un’elevata digitalizzazione, sia ancora necessario rafforzare la cultura della gestione del rischio cyber, rendendola parte integrante delle strategie aziendali. Come Generali, insieme ai nostri partner, rinnoviamo il nostro impegno nel supportare concretamente le imprese del territorio, attraverso consulenza, prevenzione e soluzioni assicurative dedicate, contribuendo a costruire un sistema economico più resiliente e sicuro in una regione che per noi è casa."

Gianni Dal Pozzo, Presidente Comitato Nazionale di Coordinamento Territoriale di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha aggiunto: "La cybersicurezza non è più un tema riservato ai tecnici o alle grandi aziende: riguarda la continuità stessa dell’impresa. Per un territorio manifatturiero come il Veneto, sempre più digitale e interconnesso, la sicurezza digitale è una condizione abilitante dell’innovazione. Non esiste vera trasformazione digitale senza sicurezza digitale. Per questo dobbiamo aiutare soprattutto le PMI a trasformare la consapevolezza del rischio in comportamenti, competenze, investimenti e processi organizzativi. Un’impresa sicura è un’impresa più forte, una filiera sicura è una filiera più competitiva e un territorio più consapevole è un territorio più resiliente."