Per un territorio manifatturiero come Vicenza, l'energia è una leva strategica di competitività e fotovoltaico e sistemi di accumulo possono contribuire ad aumentare l'autonomia energetica delle imprese. È il messaggio portato da Renato Zelcher, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all'energia, al Tavolo tecnico "Energia di sistema", organizzato nell'ambito di SSEC – Storage & Solar Expo Conference al Vicenza Expo Centre.
"Per un territorio manifatturiero come Vicenza, l'energia è una leva strategica di competitività: la provincia concentra circa il 25% dei consumi industriali del Veneto. Fotovoltaico e sistemi di accumulo possono aumentare l'autonomia energetica delle imprese, ma servono condizioni che rendano gli investimenti realmente sostenibili. Oggi pesano ancora troppo tempi autorizzativi, incertezza normativa e burocrazia. La sfida è trasformare l'energia da semplice voce di costo a vera capacità produttiva, con regole chiare e costruite ascoltando le esigenze concrete delle imprese", dichiara Zelcher.
Il tavolo ha riunito i rappresentanti di Confindustria Vicenza, Confindustria Brescia e Confindustria Alto Adriatico, mettendo a confronto tre territori manifatturieri sulle condizioni necessarie per rendere fotovoltaico e accumulo strumenti concreti di competitività. Al centro del dibattito sono stati posti tempi e costi delle connessioni, iter autorizzativi, disponibilità delle aree idonee, sostenibilità economica dei sistemi di accumulo e complessità degli adempimenti.
Pur partendo da condizioni territoriali differenti, dal confronto è emerso come le imprese incontrino ostacoli simili nel percorso verso una maggiore autonomia e capacità di gestione dell'energia.
"Per le imprese del nostro territorio, l'energia è un fattore chiave per la competitività e la sostenibilità e il fotovoltaico diventa per le aziende uno strumento sia di copertura e stabilizzazione dei costi che di riduzione del proprio impatto ambientale. Per accompagnare questi investimenti servono però iter autorizzativi e di connessione più rapidi, da affiancare a un mix di soluzioni – fotovoltaico, accumuli, rete e contratti di lungo periodo – coerente con i diversi profili di consumo industriale", dichiara Riccardo Monaci, Area Energia e Ambiente di Confindustria Brescia.
"In un mercato energetico volatile e incerto, Confindustria Alto Adriatico si propone nel ruolo di promotore di “cultura energetica qualificata”, fornendo aggiornamenti costanti sulle evoluzioni di mercati e tecnologie, per ottimizzare i costi e guidare una transizione sostenibile pragmatica e razionale. È inoltre impegnata a promuovere il confronto tra aziende, tecnici e distributori energetici per accelerare gli iter autorizzativi, la realizzazione degli investimenti e l’allacciamento dei nuovi impianti, efficientando così tempi e processi", dichiara Paolo Badin, referente Ambiente e Transizione Energetica di Confindustria Alto Adriatico.
Il confronto ha posto le basi per un percorso condiviso volto a mettere a sistema dati, esperienze e pratiche già sperimentate dalle imprese, considerando sempre più fotovoltaico e storage come capacità produttiva e non soltanto come voce di costo.
"Si rende necessario ragionare non più soltanto sulla singola tecnologia, ma sul portafoglio energetico delle imprese e dei territori industriali costruendo una "casistica industriale" che metta a confronto profili di consumo diversi. Insieme a questo va chiesta maggiore stabilità e semplicità del quadro regolatorio: un'impresa che fa un investimento energetico ragiona su dieci, quindici, vent'anni, e non può prendere decisioni industriali con regole che cambiano continuamente", ha dichiarato Monaci.
"Siamo in linea con quanto proposto da Brescia, e sottolineiamo l'importanza di organizzare momenti di informazione per rafforzare la "cultura energetica" delle imprese, in un momento in cui i paradigmi di consumo cambiano rapidamente: se una volta si diceva "consuma di notte che risparmi", oggi vale il "consuma a mezzogiorno", e le condizioni possono cambiare ancora nel giro di pochi mesi. Le Confindustrie possono rappresentare un punto autorevole e professionale per tenere le imprese associate aggiornate sull'evoluzione dello scenario e dei prezzi", ha concluso Badin.

