Il mercato del lavoro dipendente veneto conferma una situazione di sostanziale tenuta, pur in una fase caratterizzata da ritmi di crescita più contenuti rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia. Come riporta Veneto Lavoro ne "Il Sestante", relativo al secondo trimestre 2026, tra aprile e giugno il saldo occupazionale regionale è pari a +51.800 posizioni di lavoro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025.
In provincia di Vicenza il saldo del trimestre è pari a +1.000 posizioni di lavoro, in riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il ridimensionamento interessa soprattutto l’industria, con risultati meno favorevoli nella chimica-plastica e nelle costruzioni, e il terziario, dove il saldo diventa negativo nonostante il miglioramento della logistica.
L’agricoltura vicentina registra invece un rafforzamento della crescita, sostenuto da un marcato aumento delle assunzioni. Sul fronte degli avviamenti, nell’industria si osservano riduzioni soprattutto nella concia e nelle costruzioni, mentre aumentano le assunzioni nel metalmeccanico. Nei servizi crescono in particolare gli avviamenti nel comparto turistico e nell’istruzione; in quest’ultimo caso incidono soprattutto i rapporti di breve durata attivati nella parte finale dell’anno scolastico.
Nel complesso del Veneto, la stabilità del saldo occupazionale si accompagna a una crescita dei flussi: nel secondo trimestre le assunzioni aumentano del 2% e le cessazioni del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incremento riguarda però soprattutto rapporti di brevissima durata e non determina quindi un rafforzamento significativo del saldo complessivo.
Il contributo principale continua a provenire dal tempo determinato, che chiude il trimestre con un saldo di +41.600 posizioni, mentre il tempo indeterminato registra un saldo positivo di +5.000, inferiore alle +6.100 unità dello stesso periodo del 2025. Il risultato è influenzato anche dall’entrata nel vivo della stagione turistica.
A livello settoriale, l’agricoltura regionale rafforza il proprio saldo da +4.000 a +6.000 posizioni e l’industria passa da +3.700 a +4.400. Il terziario resta il principale contributore alla crescita, con +41.400 posizioni, ma si colloca sotto le +44.400 registrate nel secondo trimestre dell’anno precedente.
Nell’industria veneta emergono dinamiche differenziate. Le costruzioni risentono del progressivo rallentamento della domanda dopo la conclusione dei principali incentivi edilizi, mentre il made in Italy presenta un saldo in miglioramento grazie soprattutto all’occhialeria, all’alimentare, al tessile-abbigliamento e alla concia. Il metalmeccanico si mantiene invece su livelli analoghi a quelli del 2025.
La lettura dell’anno mobile conferma tuttavia il rallentamento della crescita occupazionale. Tra luglio 2025 e giugno 2026 il saldo del lavoro dipendente in Veneto è pari a +21.600 posizioni, contro le +31.600 dei dodici mesi precedenti.
Secondo i dati Istat richiamati nel report, nel secondo trimestre 2026 in Veneto si contano circa 2,2 milioni di occupati, di cui quasi 1,8 milioni dipendenti. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 74 anni è pari al 61,3%, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 3,2%. Resta significativo il divario di genere: il tasso di occupazione è del 68,7% tra gli uomini e del 53,8% tra le donne.
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