30/09/2026

Pelle fuori dall’EUDR, Confente: "Risultato importante per l’industria conciaria"

La modifica arriva dopo il confronto con le istituzioni europee sulle caratteristiche della filiera.

La pelle esce definitivamente dal campo di applicazione dell’EUDR, il Regolamento europeo contro la deforestazione. Dopo l’adozione, il 13 luglio 2026, dell’atto delegato con cui la Commissione europea ha modificato l’elenco dei prodotti interessati dalla normativa, il periodo di scrutinio si è concluso senza obiezioni da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Pelli grezze, pelli conciate e cuoio bovino vengono così esclususe dagli obblighi previsti dal regolamento.

La decisione arriva dopo un lungo confronto tra il settore conciario e le istituzioni europee. Tra i temi posti all’attenzione di Bruxelles, la particolare struttura della filiera della pelle, distinta da quella della carne, il basso valore economico delle pelli rispetto al valore complessivo dell’animale e le difficoltà per gli operatori conciari di ottenere a monte tutte le informazioni richieste dalla normativa. Sono elementi richiamati dalla stessa Commissione europea nelle motivazioni che hanno portato alla modifica dell’Allegato I dell’EUDR.

Sulla decisione interviene Massimo Confente, nuovo Presidente della Sezione Pelle e Cuoio di Confindustria Vicenza: "Accogliamo con grande soddisfazione la notizia dell’esclusione della pelle dal campo di applicazione dell’EUDR. È un risultato particolarmente importante perché corregge un’impostazione che non teneva adeguatamente conto delle specificità della nostra filiera e che rischiava di imporre alle imprese conciarie obblighi sproporzionati rispetto al loro effettivo ruolo nel fenomeno della deforestazione.

La pelle, infatti, nasce dalla valorizzazione di un sottoprodotto della filiera alimentare: ricomprenderla nella normativa significava gravare il settore conciario di adempimenti complessi senza considerare correttamente la natura e il funzionamento della sua catena di approvvigionamento.

Desidero quindi ringraziare UNIC, l’associazione che rappresenta l’industria conciaria italiana, e COTANCE – Confederation of National Associations of Tanners and Dressers of the European Community, che rappresenta il settore conciario a livello europeo, insieme a tutti i soggetti che hanno lavorato con competenza e determinazione per portare nelle sedi istituzionali le ragioni della nostra filiera e arrivare a questa importante decisione.

È la dimostrazione di quanto sia fondamentale un confronto concreto e competente con le istituzioni, affinché gli obiettivi di sostenibilità si traducano in regole efficaci, proporzionate e realmente applicabili alle diverse filiere produttive".