Confindustria Vicenza, ITI A. Rossi e l’Ufficio Scolastico Ambito Territoriale di Vicenza presentano il nuovo progetto per l’apprendimento delle materie scientifico-tecnologiche rivolto ai bambini e alle bambine della scuola primaria.
Portare queste materie fuori dai libri e dalle aule tradizionali, in un contesto coinvolgente, prima ancora della scelta della scuola secondaria, è l’obiettivo di Hub STEM presentato al Museo della Scienza e della Tecnica (MUST), in via Legione Gallieno 52.
L’iniziativa, rivolta alle scuole primarie di Vicenza e provincia, punta a fare del “MUST”, un luogo stabile di incontro tra scuola primaria, istruzione tecnica e cultura scientifica. Un progetto costruito in due anni di lavoro, con il coinvolgimento del sistema scolastico e l'impegno di Confindustria Vicenza attraverso fondi propri e con il sostegno della Camera di Commercio di Vicenza, per offrire alle classi laboratori gratuiti e integrabili nella programmazione didattica.
Il dato più concreto arriva dalla fase sperimentale: i laboratori sono già partiti e nel solo mese di maggio hanno coinvolto circa 240 bambini/e e 40 docenti della scuola primaria.
Da settembre gli istituti comprensivi del territorio potranno aderire alla proposta presentata dall’UAT e inserirla nel proprio piano dell’offerta formativa.
Le attività sono basate su esperimenti pratici, problem solving e lavoro in piccoli gruppi. Le scuole avranno a disposizione strumenti di osservazione e valutazione predisposti dal team di progetto.
Uno degli elementi distintivi è il ruolo degli studenti dell’ITI Rossi. Saranno loro, affiancati da docenti delle discipline tecniche e da operatori della cooperativa Biosphaera, specializzata nella divulgazione scientifica, a svolgere il ruolo di tutor nei laboratori. Studenti e insegnanti hanno seguito una formazione specifica per tradurre contenuti scientifici complessi in attività adatte alla scuola primaria, senza ridurli a semplici dimostrazioni.
Il progetto è scaturito da una rilevazione preliminare sui bisogni delle scuole primarie, curata dall’UAT. Dal monitoraggio è emersa la richiesta di più attività pratiche nelle materie scientifiche e tecnologiche. Molte scuole dispongono di piccoli laboratori interni, ma il loro utilizzo resta spesso limitato per ragioni organizzative, mancanza di personale specializzato e difficoltà nel gestire materiali, classe, esperimenti e valutazione contemporaneamente.
Da qui la scelta di costruire una proposta utile al lavoro quotidiano degli insegnanti e non pensata come attività isolata. Tra i temi di maggiore interesse figurano energia, circuiti elettrici, materia e suoi stati, stime e previsioni.
Il modello individuato si propone anche di abbattere lo stereotipo secondo cui le bambine sarebbero “meno portate” per le tecnologie, le scienze e la matematica.
Il contesto, in cui si radica questo progetto, è quello di un territorio in cui la richiesta di profili tecnici resta un tema strutturale per molte imprese. In questo quadro, il Rossi rappresenta un istituto che ha formato generazioni di diplomati poi entrati in azienda e in molte filiere industriali. Il MUST ne conserva le testimonianze, come il telegrafo ideato dal fisico, meccanico e musicista E. Hughes, l’oscilloscopio Tektronix 547, i primi motori a combustione interna, il propulsore del dirigibile Zeppelin, ecc. Proprio questo patrimonio, oggetto di un lavoro di conservazione e valorizzazione svolto negli ultimi anni, costituirà l’ambiente educante in cui gli alunni della primaria vestiranno i panni di piccoli scienziati e scienziate.
Alla presentazione sono intervenuti Nicoletta Morbioli, Dirigente dell’UAT di Vicenza; Ivan Tomasi, Vice Presidente di Confindustria Vicenza con delega all’Education; Alberto Frizzo, Dirigente scolastico dell’ITI Rossi; Alessandra Greselin, Docente dell’istituto e Project Leader e Andrea Nardin Presidente della Provincia e i rappresentanti dell’Associazione Ex Allievi, impegnati nella conservazione dei reperti del MUST e coinvolti nel progetto come risorse che custodiscono la memoria storica del museo.

