08/10/2026

Trasformatori, l’effetto boomerang delle nuove barriere UE sull’acciaio magnetico

Westrafo: “Proteggere la siderurgia europea senza penalizzare chi produce trasformatori”.

Proteggere la produzione europea di acciaio magnetico senza penalizzare le aziende che lo utilizzano per costruire trasformatori. È l’allarme che arriva dalla filiera vicentina dopo l’introduzione, il 18 settembre, delle nuove misure provvisorie di salvaguardia della Commissione europea sulle importazioni di acciaio magnetico a grani orientati (GOES), materia prima essenziale per i trasformatori.

Tra le imprese interessate c’è Westrafo, produttore vicentino di trasformatori, in un settore che sta registrando una crescita della domanda a doppia cifra, sostenuta dagli investimenti nelle reti elettriche, dal solare, dai sistemi di accumulo e dallo sviluppo dei data center.

Il nodo è la disponibilità della materia prima. Secondo i dati utilizzati dalla Commissione nell’indagine, nel 2025 il consumo europeo dei prodotti interessati dalla misura – GOES, laminati e nuclei – ha raggiunto 525mila tonnellate, a fronte di una produzione UE di circa 306mila tonnellate. Le importazioni sono state 297mila tonnellate. Rispetto al 2021, il consumo è aumentato del 32% e le importazioni del 120%.

Per i costruttori di trasformatori, quindi, il ricorso alle forniture extra-UE non è soltanto una questione di prezzo: la produzione europea non è oggi sufficiente a soddisfare tutta la domanda, in particolare per alcune tipologie di GOES ad alte prestazioni.

"Il rischio è proteggere un segmento della filiera finendo per aumentare i costi di quello successivo”, sottolinea Alberto Cracco, CEO Westrafo spa. “La domanda di trasformatori sta crescendo rapidamente e l’Europa ha bisogno di potenziare reti e infrastrutture elettriche. È quindi necessario valutare le misure commerciali sull’intera catena del valore, evitando che chi produce trasformatori in Europa si trovi a sostenere costi strutturalmente più elevati".

Le nuove misure prevedono contingenti tariffari associati a soglie di prezzo. La Commissione ha inoltre esteso la salvaguardia ai nuclei di GOES incorporati nei trasformatori importati, per limitare possibili forme di aggiramento.

Per Westrafo, tuttavia, resta centrale il tema della competitività complessiva della manifattura europea. L’obiettivo non deve essere trasferire valore da un comparto industriale all’altro, ma creare le condizioni perché siderurgia e industria elettromeccanica possano entrambe crescere in Europa.

Una questione che per Vicenza è concreta: mentre aumenta la richiesta di trasformatori per reti, rinnovabili e data center, il costo e la disponibilità dell’acciaio magnetico possono incidere sugli investimenti e sulla capacità competitiva delle imprese del territorio.

Le misure sono provvisorie. La richiesta della filiera è che, in vista delle decisioni definitive, Bruxelles valuti insieme sicurezza degli approvvigionamenti, capacità produttiva europea e competitività dei costruttori di trasformatori.