03/06/2026

Veneto, lavoro in crescita nel primo quadrimestre 2026

La Bussola di Veneto Lavoro segnala un saldo positivo di 42.000 posizioni, sopra il 2025 ma sotto il 2024.

Ad aprile aumentano le assunzioni del 5% da inizio anno, con una spinta particolare dei contratti a termine legata anche alle Olimpiadi invernali e alle produzioni cinematografiche nel Veneziano.

Il primo quadrimestre del 2026 si chiude con un bilancio positivo per il mercato del lavoro regionale: in Veneto il saldo è pari a +42.000 posizioni di lavoro dipendente privato, un risultato migliore rispetto allo stesso periodo del 2025 (+40.700), ma ancora inferiore ai livelli del 2024 (+45.800).

Il dato assume rilievo in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da timori per l’approvvigionamento energetico e il rialzo del prezzo del petrolio. Nonostante questo scenario, il mercato del lavoro veneto ha mantenuto una buona dinamicità, registrando i valori più alti dal 2019 sia per le assunzioni (227.300) sia per le cessazioni (185.300, di cui 99.300 per fine termine).

A sostenere il risultato sono stati in particolare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e i picchi di contratti di breve durata legati ad attività cinematografiche nel Veneziano. Questi fattori hanno favorito soprattutto i contratti a tempo determinato, che chiudono il periodo con un saldo di +30.100 posizioni, in aumento rispetto alle +26.900 del 2025.

Rallentano invece i contratti a tempo indeterminato, che si attestano a +11.400, sotto il dato del 2025 (+13.700), anche per effetto della riduzione delle qualificazioni e trasformazioni dei rapporti a termine (-7%). Resta invece sostanzialmente stabile, pur su volumi contenuti, l’apprendistato, con un saldo di +470 posizioni contro le +120 dello scorso anno.

L’incremento delle assunzioni da inizio anno (+5%) interessa tutti i sottogruppi demografici e entrambi i generi, con una crescita più marcata tra i senior (+12%). A trainare sono soprattutto i rapporti a tempo pieno, in aumento del +6% per gli uomini e del +8% per le donne. Più contenuta la dinamica del part-time (+1%), la cui incidenza sulle nuove assunzioni scende al 30,7%, pur restando elevata.

Sul piano territoriale i saldi occupazionali sono positivi in tutte le province, con l’eccezione di Belluno (-3.700), dove pesa la conclusione della stagione turistica invernale. Restano positivi ma in peggioramento i risultati di Vicenza (+1.700) e Treviso (+2.000), mentre si rafforza Verona, che registra il saldo più favorevole con +17.500 posizioni.

In miglioramento rispetto al 2025 anche i tre macrosettori: agricoltura (+5.700), industria (+7.200) e servizi (+29.200). Nell’industria crescono in particolare il metalmeccanico (+2.800) e il made in Italy (+1.000), mentre prosegue il rallentamento delle costruzioni (+2.500), condizionate anche dalle incertezze sui costi di materie prime, trasporti ed energia. Nei servizi, l’andamento resta positivo soprattutto grazie a servizi turistici, pulizie, sanità e servizi sociali ed editoria e cultura, comparto quest’ultimo influenzato dai contratti legati alla produzione cinematografica.

Tutti i dati aggiornati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di aprile sono disponibili nell’edizione di maggio 2026 de La Bussola di Veneto Lavoro.