Il primo quadrimestre del 2026 si chiude con un bilancio positivo per il mercato del lavoro regionale: in Veneto il saldo è pari a +42.000 posizioni di lavoro dipendente privato, un risultato migliore rispetto allo stesso periodo del 2025 (+40.700), ma ancora inferiore ai livelli del 2024 (+45.800).
Il dato assume rilievo in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da timori per l’approvvigionamento energetico e il rialzo del prezzo del petrolio. Nonostante questo scenario, il mercato del lavoro veneto ha mantenuto una buona dinamicità, registrando i valori più alti dal 2019 sia per le assunzioni (227.300) sia per le cessazioni (185.300, di cui 99.300 per fine termine).
A sostenere il risultato sono stati in particolare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e i picchi di contratti di breve durata legati ad attività cinematografiche nel Veneziano. Questi fattori hanno favorito soprattutto i contratti a tempo determinato, che chiudono il periodo con un saldo di +30.100 posizioni, in aumento rispetto alle +26.900 del 2025.
Rallentano invece i contratti a tempo indeterminato, che si attestano a +11.400, sotto il dato del 2025 (+13.700), anche per effetto della riduzione delle qualificazioni e trasformazioni dei rapporti a termine (-7%). Resta invece sostanzialmente stabile, pur su volumi contenuti, l’apprendistato, con un saldo di +470 posizioni contro le +120 dello scorso anno.
L’incremento delle assunzioni da inizio anno (+5%) interessa tutti i sottogruppi demografici e entrambi i generi, con una crescita più marcata tra i senior (+12%). A trainare sono soprattutto i rapporti a tempo pieno, in aumento del +6% per gli uomini e del +8% per le donne. Più contenuta la dinamica del part-time (+1%), la cui incidenza sulle nuove assunzioni scende al 30,7%, pur restando elevata.
Sul piano territoriale i saldi occupazionali sono positivi in tutte le province, con l’eccezione di Belluno (-3.700), dove pesa la conclusione della stagione turistica invernale. Restano positivi ma in peggioramento i risultati di Vicenza (+1.700) e Treviso (+2.000), mentre si rafforza Verona, che registra il saldo più favorevole con +17.500 posizioni.
In miglioramento rispetto al 2025 anche i tre macrosettori: agricoltura (+5.700), industria (+7.200) e servizi (+29.200). Nell’industria crescono in particolare il metalmeccanico (+2.800) e il made in Italy (+1.000), mentre prosegue il rallentamento delle costruzioni (+2.500), condizionate anche dalle incertezze sui costi di materie prime, trasporti ed energia. Nei servizi, l’andamento resta positivo soprattutto grazie a servizi turistici, pulizie, sanità e servizi sociali ed editoria e cultura, comparto quest’ultimo influenzato dai contratti legati alla produzione cinematografica.
Tutti i dati aggiornati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di aprile sono disponibili nell’edizione di maggio 2026 de La Bussola di Veneto Lavoro.

