28/04/2026

Veneto, a marzo 2026 il lavoro accelera: saldo trimestrale a +23.100 posizioni

Crescono soprattutto i servizi turistici e il tempo determinato, mentre l’industria rallenta nel trimestre.

L’anticipo della Pasqua ai primi giorni di aprile ha favorito un aumento delle assunzioni già a fine marzo (+11% nel mese), con effetti particolarmente evidenti tra turismo, cultura e produzioni cinematografiche nel veneziano.

Nel mercato del lavoro dipendente privato in Veneto, il primo trimestre del 2026 si chiude con un saldo positivo di +23.100 posizioni di lavoro, in miglioramento rispetto alle +21.500 dello stesso periodo del 2025. A trainare il risultato è stato soprattutto il mese di marzo, che ha registrato un bilancio occupazionale pari a +16.100, superiore alle +10.600 dell’analoga mensilità dello scorso anno. È quanto rileva Veneto Lavoro nell'edizione di aprile de "La Bussola".

Il miglioramento è legato in particolare alle dinamiche dei servizi turistici. L’anticipo della Pasqua, caduta nei primi giorni di aprile, ha infatti favorito un avvio anticipato della stagione e un aumento delle attivazioni contrattuali già negli ultimi giorni di marzo. Nel mese le assunzioni sono cresciute dell’11%, mentre sull’intero trimestre l’incremento è stato del 6%.

Dal punto di vista contrattuale, il saldo del tempo indeterminato nei primi tre mesi dell’anno resta positivo, pari a +8.900, ma inferiore a quello del 2025, quando aveva raggiunto +11.300. Pesano la flessione delle assunzioni (-1%) e soprattutto quella delle trasformazioni (-8%), mentre le cessazioni rimangono stabili. Nel solo mese di marzo, tuttavia, il saldo migliora a +2.400, superando le +2.000 dell’anno precedente grazie soprattutto alla diminuzione delle cessazioni.

Più marcata la crescita del tempo determinato: tra gennaio e marzo il bilancio occupazionale arriva a +14.200, sopra le +10.500 del 2025. Il risultato è sostenuto da un incremento delle attivazioni del 9%, superiore in valore assoluto a quello delle cessazioni. Solo a marzo il saldo raggiunge +13.600 unità, contro le +8.900 dello scorso anno, con assunzioni in aumento del 16%, soprattutto nelle attività turistiche e cinematografiche. Per l’apprendistato, invece, il saldo del trimestre risulta sostanzialmente nullo.

Sul fronte delle assunzioni, la crescita interessa uomini e donne, rispettivamente con un aumento del 5% e del 6% nel trimestre. L’incremento riguarda soprattutto i contratti a orario pieno, mentre il part time continua a mantenere un’incidenza elevata, pari al 29,6% del totale, pur in lieve riduzione rispetto al 2025. Il bilancio occupazionale del trimestre risulta inoltre positivo per tutte le principali componenti socio-anagrafiche, con risultati particolarmente favorevoli per donne e stranieri.

A livello territoriale, il saldo dei primi tre mesi del 2026 è positivo in tutte le province, ad eccezione di Belluno, dove si registra un valore negativo di -1.100 posizioni per effetto della conclusione della stagione invernale. Rispetto allo scorso anno, si osservano bilanci in peggioramento a Treviso, Venezia e Vicenza, mentre Verona mostra un miglioramento. Proprio a Belluno, nel mese di marzo, pesa anche la cessazione dei contratti connessi ai Giochi Olimpici Invernali.

Per settore economico, il trimestre mostra saldi positivi in tutti i macro-settori, ma con andamenti differenziati. In agricoltura marzo registra un miglioramento, con un saldo di +2.300, mentre il trimestre si attesta a +3.200, leggermente sotto il dato del 2025. Nell’industria, comprese le costruzioni, marzo segna un recupero con +1.500 posizioni, ma il saldo trimestrale si ferma a +5.800, inferiore alle +6.500 dell’anno precedente. Il rallentamento riguarda in particolare le costruzioni, unico comparto con una significativa riduzione delle assunzioni (-7%), mentre emergono segnali più favorevoli nel metalmeccanico e in alcuni comparti del made in Italy, come alimentare, tessile-abbigliamento e occhialeria.

Nel terziario il bilancio tra gennaio e marzo sale a +14.000 unità, meglio delle +11.700 dello stesso periodo del 2025. La crescita della domanda di lavoro riguarda soprattutto i servizi turistici e l’editoria e cultura, ambiti nei quali si concentrano anche contratti di breve e brevissima durata legati alla produzione cinematografica nel veneziano. Resta invece negativo, pur in miglioramento, il saldo del commercio al dettaglio.

Nel complesso, marzo conferma un rafforzamento del mercato del lavoro veneto rispetto allo scorso anno, sostenuto soprattutto dall’anticipo delle assunzioni stagionali. Il risultato del mese migliora il bilancio del trimestre, che resta però distante dai livelli particolarmente favorevoli del biennio 2023-2024. Per i rapporti a tempo indeterminato continua a pesare un quadro economico segnato da incertezza, difficoltà di reperimento della manodopera e dinamiche demografiche sfavorevoli.

Tra gennaio e marzo aumentano anche le cessazioni, che raggiungono quota 141.400 (+5%). Crescono in particolare le conclusioni per fine termine, pari a 77.000 (+13%), soprattutto nei comparti turistico e cinematografico, mentre si registra una lieve crescita anche dei licenziamenti collettivi, arrivati a 900. In calo, invece, le altre conclusioni in periodo di prova e le dimissioni.

Per il lavoro in somministrazione, aggiornato a febbraio 2026, i rapporti attivati da agenzie localizzate in Veneto sono stati complessivamente 20.500 nel primo bimestre dell’anno, con una domanda in lieve aumento rispetto al 2025 (+3%). Il saldo occupazionale si mantiene positivo per +1.200 posizioni, ma risulta inferiore alle +2.000 del corrispondente periodo dello scorso anno.