Dopo tre anni consecutivi di rilevazioni trimestrali negative, la produzione industriale vicentina torna in territorio positivo.
La 172ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza, relativa al secondo trimestre 2026, registra un +1,1% della produzione manifatturiera rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in miglioramento rispetto al -1,7% del primo trimestre 2026 e al -3,2% del secondo trimestre 2025.
Il dato segna una discontinuità importante per il sistema manifatturiero provinciale e arriva dopo una lunga fase di debolezza che aveva interessato in modo continuativo produzione, vendite e ordinativi. Il recupero osservato tra aprile e giugno è sostenuto soprattutto dalla domanda interna e dal mercato europeo.
Nel trimestre, il fatturato sul mercato italiano cresce del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, invertendo la contrazione del 3% registrata nei primi tre mesi dell’anno.
Positive anche le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea, in aumento del 2,3%.
Resta invece negativa la dinamica dei mercati extra-UE, dove il fatturato segna un -1,5% su base annua, seppure in miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Anche gli ordinativi mostrano un’evoluzione favorevole: il 32% delle imprese segnala un aumento, il 39% una situazione stabile e il 29% una diminuzione.
Il saldo di opinione torna così in territorio positivo.
Sul fronte del portafoglio ordini, il 26% delle aziende dispone di una copertura superiore ai tre mesi, il 47% tra uno e tre mesi, mentre per il 27% la visibilità resta inferiore al mese.
Permangono tuttavia elementi che invitano alla cautela. Il 44% degli imprenditori ritiene che la capacità produttiva non sia ancora pienamente adeguata rispetto alle attese del mercato.
Inoltre, prosegue la pressione sui margini: nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle materie prime aumentano del 5,4%, mentre quelli dei prodotti finiti crescono del 2,4%, confermando una difficoltà diffusa nel trasferire integralmente a valle i maggiori costi sostenuti dalle imprese.
“Chi fa impresa in questo territorio ha una forza enorme e questo dato lo conferma”, dichiara Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza. “È un segnale importante, perché interrompe una lunga fase negativa e mostra che il manifatturiero vicentino continua ad avere energie, competenze e capacità di reazione. Ma non possiamo che essere prudenti: i dati vanno contestualizzati e non possiamo ancora dire di essere fuori pericolo. La ripresa è sostenuta soprattutto dal mercato italiano e dall’Unione Europea, mentre l’export extra-UE resta debole e la pressione dei costi continua a comprimere i margini”.
“Siamo a un punto di ripartenza - prosegue Beltrame Giacomello -: un’inversione di tendenza che va consolidata. Stiamo cercando in tutti i modi, evidentemente anche riuscendoci, di superare gli ostacoli posti dalle tensioni geopolitiche, dai rincari energetici e dall’incertezza internazionale, le cui cause e le cui risoluzioni non sono nelle nostre mani. Quello che dipende da noi è la capacità di reagire e le imprese stanno facendo la loro parte. Adesso servono condizioni che rendano possibile trasformare questo recupero in una ripresa stabile: energia a costi sostenibili e la possibilità di fare gli investimenti che servono per essere competitivi in questo mondo ad ostacoli. E questo significa: chiarezza normativa, tempi certi per ottenere risposte dagli enti preposti, una normativa europea che la smetta di essere masochista verso l’industria europea e la smetta di essere il primo alleato dei prodotti provenienti dalla Cina”.

