L’Auditorium aziendale all’interno della nuova sede di Thiene di Aresline è uno spazio progettato per accogliere eventi, incontri, momenti di formazione e occasioni di confronto dedicate al mondo dell’impresa, della cultura, della tecnologia e del territorio.
Esso rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita dell’azienda, fondata nel 1987 e oggi punto di riferimento internazionale nella progettazione e produzione di sedute e tecnologie per spazi collettivi. Un luogo nato per rispondere alle esigenze interne dell’impresa, ma pensato anche come spazio aperto al dialogo, alla condivisione di idee e alla valorizzazione delle relazioni.
Aresline ha scelto di dedicare l’Auditorium a Federico Faggin, figura di rilievo internazionale nel campo dell’innovazione tecnologica e del pensiero scientifico e filosofico. Nato nel vicentino e protagonista della Silicon Valley, Faggin ha contribuito in modo determinante alla storia dell’elettronica e dell’informatica, per poi orientare la propria ricerca verso temi legati alla coscienza, all’intelligenza e al rapporto tra uomo e tecnologia.
La scelta di intitolare l’Auditorium a Federico Faggin nasce dalla volontà di riconoscere il valore di una figura capace di unire visione scientifica, profondità di pensiero e radici territoriali. Un riferimento che interpreta in modo coerente l’identità di Aresline: un’azienda che considera l’innovazione non solo come sviluppo tecnico, ma anche come responsabilità culturale, sociale e umana.
Il nuovo Auditorium si inserisce infatti in una visione più ampia promossa dal Presidente Roberto Zuccato, secondo cui l’impresa non deve limitarsi a produrre beni, ma deve contribuire a generare valore per le persone, per il territorio e per la comunità.
“Con questo Auditorium vogliamo dare forma a uno spazio capace di accogliere non solo eventi aziendali, ma anche idee, esperienze e occasioni di crescita condivisa”, dichiara Roberto Zuccato, Presidente di Aresline. “Dedicarlo a Federico Faggin significa rendere omaggio a una figura che ha saputo guardare oltre i confini della tecnologia, mettendo al centro l’uomo, la conoscenza e la coscienza. È un messaggio che sentiamo vicino al nostro modo di intendere l’impresa”.

