07/09/2026

Da Cesuna alle strade d’Italia: Valente celebra ottant’anni di attività

Da un Fiat BL a gasogeno ai mezzi connessi di oggi: tre generazioni e ottant’anni di evoluzione dell’autotrasporto vicentino.

Nel 1946 il primo camion aveva la cabina in legno, le gomme piene, una trasmissione a catena e un motore alimentato a gasogeno, prodotto riscaldando cubetti di legno. Ottant’anni dopo, sui mezzi sono arrivati sistemi satellitari, telecamere, controllo della pressione degli pneumatici, dispositivi di assistenza alla guida e carburante HVO.

In mezzo ci sono tre generazioni, il passaggio dal commercio del legname al trasporto merci nazionale e l’ingresso nei servizi di sollevamento. È la storia della ditta Valente, fondata nel 1946 da Angelo Valente, ventunenne, in un periodo nel quale sull’Altopiano il lavoro era scarso.

La prima attività fu il recupero dei ceppi degli abeti tagliati. Il legname veniva raccolto sull’Altopiano, portato a Thiene per una prima lavorazione e trasportato fino a Milano, dove veniva consegnato a una cartiera.

Il primo mezzo utilizzato, un Fiat BL, racconta quanto sia cambiato il mestiere dell’autotrasportatore. Era alimentato a gasogeno: un contenitore veniva riempito con pezzi di legno che, attraverso il calore, producevano il gas necessario al motore. L’avviamento, soprattutto con il freddo, era complesso. La cabina era in legno, le ruote in gomma piena e la trasmissione a catena, con sistemi frenanti lontani dagli standard attuali. Il mezzo fu poi sostituito da camion Lancia e Fiat più adatti a un’attività in crescita.

Uno dei passaggi decisivi arrivò quando una cartiera milanese, importante cliente dell’attività legata al legname, attraversò una crisi di liquidità. Angelo Valente scelse di puntare con maggiore decisione sul trasporto stradale di merci.

Negli anni Sessanta e Settanta la flotta arrivò a circa 15 mezzi, impegnati su collegamenti lungo tutta la penisola, fino a Catania per trasporti legati a Zoppas. Già allora l’organizzazione doveva fare i conti con un problema ancora centrale nell’autotrasporto: evitare i viaggi a vuoto. Al ritorno si cercavano quindi nuovi carichi, tra cui la sabbia destinata alle fonderie.

Nel 1964 arrivò un’altra diversificazione: l’acquisto della prima autogru permise di affiancare al trasporto i servizi di sollevamento e trasbordo dei carichi, dando origine a un ramo di attività proseguito negli anni.

Il momento più difficile arrivò nel 1977, con la morte improvvisa del fondatore. La famiglia decise di proseguire l’attività e di conservare il nome Valente Angelo SAS. La gestione passò alla generazione successiva, con il figlio ventiquattrenne, poi affiancato dalla moglie e dal fratello Ennio. In quella fase il contributo degli autisti e delle persone già presenti nell’impresa fu determinante per garantire continuità e mantenere i rapporti con i clienti.

Negli anni successivi entrò in azienda anche la terza generazione, con Riccardo, Giulio, Davide e Cristian, chiamati a seguire i diversi ambiti amministrativi e operativi. Alcuni di loro arrivarono dopo esperienze professionali maturate all’esterno.

Negli ultimi decenni la trasformazione ha riguardato soprattutto tecnologia, organizzazione e sicurezza conseguendo anche le certificazioni UNI EN ISO 9001, 14001 e 45001. Alla gestione tradizionale dei trasporti si sono aggiunti sistemi informatici, localizzazione satellitare dei veicoli, telecamere a bordo e controllo della pressione degli pneumatici. Il rinnovo del parco mezzi ha inoltre introdotto dispositivi di assistenza alla guida e una maggiore attenzione alle condizioni di lavoro degli autisti. Nel 2025 è stato realizzato un nuovo magazzino per implementare il servizio Logistico con ribalte di carico.

Sul fronte ambientale, dal 2024 l’impresa utilizza esclusivamente HVO, carburante ottenuto da materie prime rinnovabili. Secondo i dati richiamati dall’azienda e dichiarati nei bilanci ESG di sostenibilità del 2024 e 2025, il suo impiego può consentire una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 90% rispetto al gasolio fossile. Il confronto con il Fiat BL del 1946 sintetizza ottant’anni di trasformazione: da un mezzo alimentato con pezzi di legno a veicoli connessi e monitorati digitalmente con un impatto sostenibile. Sempre dal 2025 nella sede di Thene è stato installato un impianto fotovoltaico da 100 kw con 60 kw di batterie d’accumulo.

Accanto agli investimenti tecnologici resta centrale il rapporto con autisti e personale: formazione, strumenti di lavoro e sicurezza sono diventati parte dell’organizzazione.

La strategia sviluppata nel tempo ha puntato inoltre sulla diversificazione dei clienti, dei settori serviti e delle attività, dal trasporto ai servizi di sollevamento, per ridurre la dipendenza da un singolo mercato. Una scelta che affonda le radici nella crisi della cartiera che spinse Angelo Valente a cambiare il futuro dell’impresa.

L’ottantesimo anniversario è stato anche l’occasione per riunire le persone che hanno accompagnato Valente nel suo percorso: collaboratori, famiglie, clienti e partner hanno partecipato alla celebrazione organizzata per ricordare il traguardo raggiunto nel 2026. Un momento che ha riportato al centro la dimensione familiare dell’impresa e il rapporto costruito nel tempo con chi vi lavora e con le aziende del territorio. A ottant’anni dalla partenza del primo Fiat BL da Cesuna, la ricorrenza ha così messo insieme le tre generazioni della famiglia Valente e le diverse generazioni di persone che hanno contribuito alla continuità dell’attività.

Dal recupero dei ceppi di abete nel dopoguerra alle strade percorse in tutta Italia, gli ottant’anni di Valente raccontano non soltanto la continuità di un’impresa familiare, ma anche una parte dell’evoluzione dell’autotrasporto vicentino.