Industria Vicentina
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01/09/2018

Favini Sustainability Channel: tutti i numeri green dell'azienda

I risultati di un impegno che dura da 7 anni: riduzione del consumo d'acqua e di energia, abbattimento delle emissioni e un grande progetto ambientale.

Simone Bonini

Favini, gruppo vicentino specializzato nella realizzazione di grafiche innovative per il packaging dei prodotti del settore luxury e fashion, è impegnata fin dal 2009 nel portare avanti pratiche che mirano alla sostenibilità ambientale di prodotti e processi.

“Raccogliere e comunicare i dati relativi all’impegno a favore dell’ambiente rappresenta per Favini un momento di grande orgoglio." - ha dichiarato in una nota Eugenio Eger, AD di Favini - "Testimonia, infatti, una realtà per noi importante: essere riusciti a coniugare - con successo - l’eccellenza nel nostro settore e il rispetto per il territorio. Ci impegniamo ogni giorno per fare in modo di ridurre l’impatto della nostra attività, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e delle acque. Investiamo energie e risorse per essere sempre all’avanguardia in tema ambientale e raccogliamo, con piacere ed entusiasmo, le nuove sfide sulla sostenibilità”.

Il Sustainability Channel è il canale virtuale attraverso cui Favini ha reso pubblici i dati relativi alle proprie azioni green nel periodo 2009/2016. Le aree di intervento dell’azienda hanno riguardato il controllo delle emissioni, la gestione delle risorse idriche, i consumi energetici e i progetti ambientali.


CONSUMI IDRICI -29%
Riduzione dei consumi idrici (m3 di acqua consumata/tonnellate di prodotto finito) grazie all’implementazione del sistema di ciclo chiuso dell’acqua (2009-2016).

In una cartiera, l’acqua ha molteplici utilizzi: dalla movimentazione delle fibre destinate a formare il foglio di carta, alla patinatura fino all'asciugatura. La gestione dell’acqua è quindi un aspetto chiave e non solo per l'ambiente: più acqua si immetterà nel sistema di produzione, infatti, più aumenterà l'investimento - anche economico - necessario per trattarla attraverso gli impianti di depurazione. Promuoverne il riutilizzo è dunque fondamentale.

Favini ha implementato un sistema di ciclo chiuso che consente, quando è possibile, di reintegrare nel circuito l’acqua - opportunamente trattata - per un secondo impiego: questo recupero permette un notevole risparmio nell’utilizzo della risorsa. Tutte le acque in uscita dal processo, infine, vengono convogliate in un efficiente impianto di depurazione biologico, che permette di ripristinare una qualità ottimale, rispettando in tal modo l’ecosistema dei corsi d’acqua nei quali viene riversata.

EMISSIONI DI CO2: -16%
Riduzione delle emissioni (ton di CO2eq/ton prodotto finito) nel periodo 2009-2016.

Per abbattere le emissioni dirette di gas serra è necessario puntare su sistemi di generazione energetica sempre più efficienti ed ecosostenibili. Grazie all’investimento in attrezzature ad alta tecnologia, all’autoproduzione di energia idroelettrica e ad un nuovo impianto di cogenerazione, Favini è riuscita a limitare la propria carbon footprint, nonostante la consistente crescita della produzione.

Grazie all’acquisto di carbon credits, Favini riesce a compensare totalmente le emissioni di alcune linee di prodotto, come le carte ecologiche Shiro e Crush, partecipando a un progetto di afforestazione in Uruguay che coinvolge circa 16.500 ettari.

ENERGIA: -11%
Riduzione dei consumi energetici (GJ/t prodotto finito) dall’inizio del programma di monitoraggio e innovazione (2009-2016).

Dal 2009 Favini tiene sotto monitoraggio la propria efficienza energetica, investendo per ridurre i consumu. All’interno dello stabilimento di Crusinallo, da gennaio 2016, è attivo un impianto di cogenerazione ad alto rendimento che produce la totale quantità di energia termica ed elettrica necessaria per il processo produttivo in maniera molto efficiente.

L'azienda ha inoltre deciso di affidarsi anche all'energia elettrica autoprodotta tramite lo sfruttamento sostenibile di un corso d'acqua nei pressi dello stabilimento potendo contare sull’autoproduzione di energia rinnovabile grazie a due impianti idroelettrici.

PROGETTI AMBIENTALI
75 ettari di foresta che saranno ripiantumati entro il 2020 grazie al progetto Voiala


La foresta pluviale del Madagascar è stata quasi interamente distrutta a causa di diversi fattori, nonostante il governo locale abbia sottoscritto molti degli accordi internazionali per proteggere l'ambiente, l'attuazione di quegli stessi accordi risulta spesso molto difficile. Per tutti questi motivi Favini ha deciso di intervenire proprio in Madagascar, nel tentativo di ripristinare parte della foresta distrutta.

Voiala è un progetto a lungo termine con valenze ambientali, economiche e sociali. Consiste da un lato nel rimboschimento di una parte della foresta andata distrutta in Madagascar, dall'altro nella sensibilizzazione degli abitanti del villaggio di Sahavondronina, affinché migliorino il loro modo di fare agricoltura.
Il progetto punta inoltre a tutelare i 2.000 ettari di foresta vergine ancora intatti adiacenti al villaggio e a incentivare forme di ecoturismo nell'area. Quest'anno è stato dato nuovo impulso al progetto prevedendo per i prossimi quattro anni 2017-2020 finanziamenti a supporto delle comunità locali.




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