18/05/2026

Mismatch territoriale: pubblicato il report di Veneto Lavoro

L’analisi amplia lo sguardo sulla ricerca di lavoro e richiama politiche più mirate su occupazione e territorio.

Tra i nodi emersi ci sono retribuzione, qualità dell’occupazione, formazione accessibile, organizzazione delle imprese e attrattività dei contesti locali come leve decisive per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Veneto Lavoro ha pubblicato il report “Le ragioni del ‘no’: prospettive e nuove chiavi di lettura sul mismatch territoriale”, realizzato dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro a partire da un’analisi qualitativa che ha coinvolto lavoratori, operatori dei Centri per l’impiego, imprese, associazioni di categoria e altri soggetti del territorio.

Lo studio evidenzia come la platea delle persone in cerca di lavoro sia oggi ampia, eterogenea e segmentata: non comprende soltanto i disoccupati, ma anche lavoratori occupati alla ricerca di un nuovo impiego, di un secondo lavoro o comunque disponibili a valutare nuove opportunità. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro viene descritto come un fenomeno complesso, influenzato da fattori strutturali, demografici, economici e sociali, che incidono sia sulle scelte professionali delle persone sia sulle strategie delle imprese.

Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, sottolinea: "Le dinamiche demografiche in atto, che porteranno a una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa e a un mercato del lavoro caratterizzato da alta domanda e bassa disoccupazione, ci spingono a guardare il fenomeno del mismatch lavorativo da una prospettiva più ampia". E aggiunge: "È necessario fornire risposte concrete non solo ai disoccupati che oggi si rivolgono alla rete dei servizi pubblici per l’impiego ma anche a lavoratori occupati in cerca di nuove opportunità o comunque disponibili a un cambiamento. L’obiettivo è duplice: da un lato supportare le imprese nelle proprie ricerche di personale, garantendo al sistema economico-produttivo la disponibilità di competenze e risorse umane adeguate, dall’altro favorire una crescita della qualità del lavoro e rafforzare strumenti e condizioni che contribuiscano a tutelare il potere d’acquisto delle persone e sostenere i consumi".

Tra i fattori che incidono sull’esito dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, il report indica in primo luogo la retribuzione. Accanto a questo elemento emergono però con sempre maggiore evidenza variabili qualitative come la stabilità del rapporto di lavoro, i tempi, la distanza, la conciliazione vita-lavoro e le condizioni dell’ambiente lavorativo. In questo quadro, la qualità dell’occupazione assume un ruolo centrale, mentre approcci standardizzati rischiano di non intercettare i bisogni e le disponibilità di chi cerca lavoro.

Il documento richiama inoltre il valore delle politiche attive centrate sulla formazione, da rendere più accessibile e più orientata al risultato occupazionale. Per favorire la partecipazione, soprattutto dei lavoratori più fragili e dei disoccupati che si rivolgono ai servizi pubblici per l’impiego, vengono indicati strumenti come maggiore flessibilità, percorsi più brevi, capillarità territoriale, coerenza con il sistema europeo di certificazione delle competenze basato sulle microcredenziali e ulteriori misure di supporto.

Un altro nodo riguarda i processi organizzativi e di selezione delle aziende. Il report osserva che molte micro e piccole imprese rispondono a esigenze contingenti e faticano a strutturare le ricerche di personale, privilegiando candidati immediatamente disponibili e trascurando percorsi di formazione e crescita interna. Se accompagnate dalla rete dei servizi per il lavoro e dalle associazioni di categoria, queste realtà possono però valorizzare elementi distintivi come contesti meno formali, relazioni più dirette e maggiore flessibilità.

Infine, il report richiama il tema dell’attrattività del territorio come fattore decisivo per sostenere la partecipazione al mercato del lavoro. Condizioni di vita, servizi di cura, mobilità e accesso all’alloggio influenzano infatti le scelte delle persone e possono incidere sull’efficacia dell’incontro tra domanda e offerta.

Lucas Pavanetto, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione del Veneto, commenta: "Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro richiede risposte articolate e integrate". E conclude: "Riteniamo che la strada intrapresa dalla Regione sia quella giusta: politiche in grado di incidere non solo sugli aspetti strettamente lavorativi, ma anche sui fattori di contesto che influenzano le scelte delle persone, come i servizi, la mobilità e le condizioni di vita. Creare le condizioni per un incontro tra domanda e offerta di lavoro più efficace significa infatti intervenire sia sul piano occupazionale e formativo sia su quello territoriale, rafforzando l’attrattività complessiva del sistema".

Il report è disponibile nella sezione dedicata del sito di Veneto Lavoro.