26/05/2026

Sud-Sud, focus su Africa, India e Mercosur per il posizionamento delle imprese

A Mestre Confindustria Veneto riunisce istituzioni e imprese sui mercati emergenti del Global South.

Dal Veneto verso India, Mercosur, ASEAN, Africa e Messico l’export vale 6,1 miliardi di euro contro 4,1 miliardi di import. Tra i dossier al centro dell’incontro anche nuovi strumenti SIMEST per le pmi, con liquidità fino a 1,5 milioni di euro.

Si è tenuto a Mestre, nella sede di Confindustria Veneto, l’evento "SUD-SUD: Africa e Oltre", dedicato alle opportunità di business e investimento offerte da Africa subsahariana, America Latina, India e Sud-Est asiatico alle imprese del Nordest.

L’incontro ha riunito imprenditori, istituzioni e specialisti con l’obiettivo di offrire una mappa concreta di strumenti, rischi e opportunità nei mercati emergenti. Sono intervenuti Barbara Mastrotto, Advisor di Confindustria Veneto per Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti, il presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas, l’amministratore delegato di SIMEST Regina Corradini d’Arienzo e il coordinatore vicario della Struttura di Missione Piano Mattei Lorenzo Ortona. Due panel tecnici hanno inoltre approfondito gli strumenti di supporto all’internazionalizzazione, con Paola Valerio di SACE e Giulio Dal Magro di CDP, e le prassi operative per investimenti e scambi nei mercati emergenti, con gli avvocati Eugenio Bettella di Bergs & More e Fabio Gallio di BT Laws.

Aprendo i lavori, Barbara Mastrotto ha richiamato il mutamento in corso nello scenario internazionale: "Viviamo un momento geopolitico di grande incertezza: guerre in aree strategiche del mondo, politiche commerciali e doganali sfrontate, difficoltà nel mantenimento delle catene di approvvigionamento globali e l’innalzamento dei costi dell’energia e di alcune materie prime. Tutto questo ci dice che siamo di fronte a una nuova strutturazione del sistema internazionale. In questo contesto serve una nuova sensibilità geopolitica" - intesa come capacità di leggere il rischio sistemico, anticipare le discontinuità e ragionare sul lungo periodo - "che deve diventare una vera e propria competenza trasversale per le nostre imprese."

Per Mastrotto, guardare ai Paesi del Sud del mondo significa non solo ampliare le opzioni di mercato, ma costruire nuove relazioni finalizzate alla crescita. "Parlare oggi di Africa, Mercosur e India" - ha aggiunto - "significa parlare non solo di export, ma di posizionamento strategico. Significa chiederci dove vogliamo essere nei prossimi dieci o vent’anni. Entrare in nuovi mercati richiede metodo, conoscenza del rischio Paese, capacità di scegliere partner affidabili e di costruire relazioni solide nel tempo. Non si tratta di spostare ciò che abbiamo qui. Non si tratta di indebolire il nostro territorio. Si tratta, al contrario, di rafforzare le imprese venete, mettendole nelle condizioni di essere dove la domanda cresce, dove si costruiscono nuove filiere."

Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia, ha sottolineato il ruolo del Sistema Paese: "L’incontro promosso da Confindustria Veneto è stata un’occasione importante per aiutare le imprese a conoscere gli strumenti messi a disposizione dal Sistema Paese (ICE, SACE, Simest e CDP) e le opportunità offerte da mercati strategici come India, Mercosur, Australia e Africa." ICE è oggi presente con 90 uffici nel mondo e nel solo 2025 ha realizzato circa 930 iniziative in 108 mercati, 234 padiglioni in Italia con oltre 6.500 aziende, 128 iniziative di incoming con quasi 12 mila operatori e 69.700 servizi a favore di 13.870 imprese italiane.

Regina Corradini d’Arienzo, amministratore delegato di SIMEST, ha ricordato che il 90% delle imprese partner dell’ente è costituito da pmi: "Le pmi sono la spina dorsale della filiera dell’internazionalizzazione, eppure ancora poche esportano. C’è un margine enorme di crescita, un’opportunità concreta, che vale anche e soprattutto per i distretti del Nord Est". Tra le novità evidenziate, l’apertura degli strumenti finanziari anche a chi non esporta ancora, purché inserito in una filiera, e dal 25 maggio la possibilità di accesso a liquidità immediata per le pmi colpite dai rincari energetici, fino a 1,5 milioni di euro con un contributo a fondo perduto fino al 30%.

Nel corso dell’incontro è stata tracciata anche una fotografia dei rapporti tra Veneto e Global South - India, Mercosur, ASEAN, Africa e Messico - da cui emerge un saldo commerciale attivo di circa 2 miliardi di euro, con 6,1 miliardi di export e 4,1 miliardi di import. Un quadro che descrive un sistema manifatturiero che esporta soprattutto meccanica strumentale, tessile e apparecchi elettrici, mentre importa in prevalenza tessile-abbigliamento, metalli e prodotti alimentari, bevande e tabacco.

Per quanto riguarda l’Africa, il 67,6% dell’export veneto verso il continente, pari a circa 1,5 miliardi di euro nel 2025, è diretto ai cinque Paesi del Nord Africa - Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto e Libia - con una forte incidenza della filiera tessile. Il Sudafrica, dove i dazi UE sono quasi azzerati dal 2022, assorbe invece il 43,6% dell’export veneto verso l’Africa subsahariana e si conferma hub per l’intera area australe.

Il Messico viene indicato come Paese piattaforma verso il Nord America, in coerenza con le specializzazioni venete nell’automotive, nella farmaceutica e nell’agroindustria. Sul fronte di India e Mercosur, l’attenzione si concentra invece sugli effetti dei nuovi accordi: il negoziato UE-India, concluso il 27 gennaio 2026, eliminerà i dazi sul 93% del valore degli scambi, mentre l’accordo UE-Mercosur è entrato in vigore in via provvisoria il 1° maggio 2026.

Per le imprese venete, i settori con le maggiori prospettive in India riguardano meccanica strumentale, automazione, macchine per alimentare, macchine per tessile e calzatura, componentistica automotive e dispositivi medici. Nel Mercosur, con il Brasile come driver principale, le opportunità si concentrano su macchinari, linee di produzione, food processing, packaging, agri-tech, termomeccanica, refrigerazione e materiali speciali.

Infine, l’area ASEAN è stata presentata come uno degli sbocchi più interessanti per la sua integrazione nelle catene globali del valore. In particolare, il Vietnam ha registrato una crescita dell’8% nel 2025. Per le imprese del Veneto, i comparti più coerenti includono macchinari, impianti per packaging e food processing, termomeccanica, macchine per plastica e gomma, componenti per la casa, macchine per tessile e calzatura, oltre alle forniture per gli ecosistemi electronics e automotive.