Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza, interviene sul decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale, definendo inaccettabili le disposizioni che penalizzano le imprese che avevano prenotato il credito d’imposta 5.0 entro i termini previsti e avevano già completato gli investimenti.
"Il decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale è inaccettabile nella parte in cui penalizza le imprese che avevano prenotato il credito d’imposta 5.0 entro i termini previsti e avevano già completato i propri investimenti. Non è un dettaglio tecnico: è una scelta che colpisce retroattivamente chi ha investito in buona fede, rispettando le regole", dichiara Barbara Beltrame Giacomello.
La presidente di Confindustria Vicenza richiama quindi l’attenzione sulla situazione delle cosiddette imprese esodate del 5.0, sottolineando la necessità di una correzione tempestiva.
"La vicenda degli esodati del 5.0 deve essere chiusa subito e in modo corretto. Ci sono imprese che hanno preso decisioni industriali sulla base di uno strumento pubblico e oggi si ritrovano con condizioni peggiorate a posteriori. Questo mina il principio del legittimo affidamento e scarica sulle aziende il costo dell’incertezza normativa e degli errori dello Stato".
Secondo Beltrame Giacomello, risultano inoltre penalizzati investimenti coerenti con gli obiettivi di innovazione ed efficienza energetica indicati dalle istituzioni come prioritari.
"È altrettanto grave che vengano penalizzati investimenti coerenti con gli obiettivi di innovazione ed efficienza energetica che le stesse istituzioni avevano indicato come prioritari. Non si può orientare il sistema produttivo in una direzione e poi cambiare le condizioni quando gli investimenti sono già stati fatti".
Per Confindustria Vicenza, prima di introdurre nuove misure è necessario sanare la situazione aperta con le imprese coinvolte, anche per preservare la credibilità delle politiche industriali e non scoraggiare nuovi investimenti.
"Prima di parlare di nuove risorse o di nuovi strumenti, va sanata la ferita aperta con le imprese esodate del 5.0. Questa è la priorità. Se non si rimedia a questo errore, viene compromessa la credibilità complessiva delle politiche industriali e si scoraggiano nuovi investimenti proprio mentre il Paese ne avrebbe più bisogno".
Da qui la richiesta rivolta a Governo e Parlamento di intervenire nel primo passaggio utile con misure chiare e rapide.
"Chiediamo quindi al Governo e al Parlamento un intervento immediato nel primo passaggio utile. Non servono rassicurazioni generiche: servono correzioni chiare e rapide. Le imprese non chiedono favori, chiedono certezza del diritto, rispetto degli impegni assunti e condizioni affidabili per continuare a investire in Italia".

