19/06/2022

Deroma, la rinascita dell’azienda di Malo al centro della prima tappa del roadshow Niuko

“Il viaggio della sostenibilità” è stato realizzato in collaborazione con il Raggruppamento Alto Vicentino di Confindustria Vicenza.

Fatturato raddoppiato in sei anni e un piano di sviluppo quinquennale che mette al primo posto l’investimento nella sostenibilità: la sede della Nuova Deroma a Malo ha ospitato la prima tappa del roadshow “Il viaggio della sostenibilità” proposto da Niuko Innovation & Knowledge: un’occasione per presentare il nuovo progetto Sostenibilità 360⁰ della società di formazione di Confindustria Vicenza e per scoprire con un visiting tour lo stabilimento dell’azienda leader nella produzione di vasi in terracotta.

Negli Usa c’è chi usa la parola Deroma come sinonimo di vaso, un terzo dei vasi in terracotta venduti nel mondo sono prodotti dall’azienda di Malo, dai cui forni, negli stabilimenti del vicentino e del Texas, escono oltre 200mila prodotti al giorno.

Numeri da capogiro che raccontano un’impresa del territorio capace di risollevarsi dall’orlo del fallimento in cui versava nel 2016 ingranando con decisione la marcia della crescita e della sostenibilità.

Lunedì 13 giugno, lo showroom dell’headquarter della Nuova Deroma a Malo ha ospitato la prima tappa del roadshow “Il viaggio della sostenibilità” promosso da Niuko Innovation & Knowledge in collaborazione con il raggruppamento Alto Vicentino di Confindustria Vicenza.

L’appuntamento, introdotto dai saluti della neopresidente del raggruppamento Silvia Marta, del past president Pietro Sottoriva e dell’ad Niuko Marina Pezzoli, è stato occasione per presentare il macro-progetto "Sostenibilità 360⁰" proposto dalla società di formazione di Confindustria Vicenza per accompagnare le imprese nell’implementazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale in azienda.

Se Sottoriva e Marta hanno evidenziato il valore della formazione come leva per accompagnare le aziende e aiutarle a orientarsi nella selva di proposte relative alla sostenibilità scegliendo la strada migliore per la propria realtà, Pezzoli e Marisa Cacciavillan, specialist Niuko progetto Sostenibilità hanno presentato la visione alla base del progetto che guarda alla sostenibilità integrata e combina percorsi aziendali, proposte interaziendali (gratuite per le realtà vicentine) ed eventi di sensibilizzazione. Camilla Speriani, fondatrice di Collectibus srl e trainer del progetto, ha delineato quindi alcune sfide dietro l’angolo che attendono le aziende, anche sulla base degli orientamenti che arrivano dall’Ue: dalla necessità di lavorare sulla sostenibilità in rete con gli stakeholder a partire dalla convinzione che le imprese non possono far tutto da sole alla centralità crescente del tema della sostenibilità della supply chain cui l’azienda è chiamata a mettere ordine e a rendere conto fino all’introduzione dell’obbligo di rendicontazione con il bilancio di sostenibilità dal 2024 per le grandi aziende e le pmi quotate.

Novità che rappresentano l’occasione per fare un salto decisivo in direzione sostenibilità ma che possono essere affrontate solo, ha spiegato Speriani, guardando "alla sostenibilità quasi come a una competenza trasversale, un’attitudine che va sviluppata in tutti gli ambiti dell’azienda, una lente per guardare a ogni scelta" e non come a una tematica settoriale da “esaurire” con una pur preziosa formazione su alcuni ambiti specifici.

 

L’AZIENDA: UN PIANO QUINQUENNALE PER RADDOPPIARE LA PRODUZIONE

Un approccio che caratterizza anche Deroma, ora Nuova Deroma, acquisita nel giugno 2021 dal fondo anglo-scandinavo Njord partners che ha chiamato al timone dell’azienda, a partire dallo scorso settembre, il manager Matteo Gialdini.

Il nuovo CEO ha confermato il management introducendo il dipartimento transformation chiamato a traghettare l’evoluzione dell’azienda, disegnata dal progetto quinquennale pioneer.

Trainato anche dall’aumento della domanda dei vasi in terraccotta legato all’emergere di una nuova cultura green e ai cambiamenti degli stili di vita emersi con il Covid, "il fatturato che nel 2016 era a 65 milioni è cresciuto a 114 milioni nel 2021 mentre la previsione per il 2022 è di 130 milioni di euro", ha spiegato il Ceo.

"Eppure – ha raccontato – il primo obiettivo che il fondo mi ha trasferito quando mi ha affidato questo ruolo non è relativo al fatturato: il mio primo compito è quello di lavorare sul tema della sostenibilità secondo i criteri ESG. Un mandato che ho accettato con slancio e che dice molto sull’approccio e sulla visione della nuova proprietà…Oggi stiamo intervenendo sul potenziamento della strategia commerciale - siamo forti nelle Americhe e nel mercato Emea, stiamo crescendo molto nei mercati asiatici... -per consolidare la nostra leadership mondiale e il nostro ruolo di trend setter. Al tempo stesso abbiamo messo in atto una strategia per arrivare in cinque anni al raddoppio della produzione di vasi, il cui 70% è rappresentato da prodotti realizzati con materiale riciclato. Il terzo pilastro del nostro piano riguarda inoltre l’innovazione organizzativa, stiamo assumendo molti giovani e donne e potenziando quasi tutte le aree aziendali…".

Oggi i dipendenti dell’azienda sono circa 500, 250 dei quali impiegati nella sede vicentina.

Il pomeriggio, cui hanno partecipato i rappresentanti di numerose aziende del territorio e il vicepresidente di Confindustria Vicenza Armido Marana, si è concluso con un visiting tour nello stabilimento – sui cui tetti nei prossimi mesi sarà installato un grande impianto fotovoltaico da 3 megawatt - per scoprire da vicino le diverse fasi del processo produttivo dei vasi.

Il roadshow proseguirà nei prossimi mesi con nuove tappe nei territori degli altri raggruppamenti di Confindustria.