07/04/2026

Legor automatizza il depowdering dei gioielli stampati in 3D

Con il progetto IOJET, co-finanziato da SMACT Competence Center, cala il rischio di rottura in fase di estrazione.

Il sistema robotico installato a Bressanvido riduce la mortalità dei pezzi dal 15% al 4% per gli operatori meno esperti e dal 5% all’1% per quelli esperti, con casi prossimi allo zero.

Legor, gruppo multinazionale con sede a Bressanvido specializzato nella trasformazione dei metalli in leghe, soluzioni galvaniche e polveri per il settore della moda e dell’alta gioielleria, ha sviluppato il progetto IOJET per automatizzare una delle fasi più delicate della stampa 3D metallica: il depowdering, cioè l’estrazione dei pezzi dal letto di polvere in cui vengono realizzati.

L’iniziativa, co-finanziata da SMACT Competence Center nell’ambito del Bando IRISS, introduce un sistema robotico intelligente che supporta l’operatore nell’individuazione e nell’estrazione dei manufatti, riducendo in modo significativo il rischio di danneggiamento dei pezzi e migliorando l’efficienza del processo produttivo.

Per il settore della gioielleria, Legor ha adottato la Binder Jetting Technology, tecnica di Additive Manufacturing che consente di creare oggetti complessi a partire da file CAD, unendo sottili strati di polvere metallica mediante un agente legante liquido. La tecnologia permette di realizzare componenti in materiali come Acciaio, Argento 925, Bronzo e Platino 950.

Uno dei principali limiti di questa tecnologia riguarda proprio l’estrazione manuale dei pezzi di piccole dimensioni, particolarmente diffusi nel comparto orafo. Si tratta infatti di un’attività ripetitiva, che può comportare perdita di materiale e rotture durante la rimozione dalla polvere. In questo ambito, IOJET consente una visione più precisa dell’area di intervento e rende i pezzi più semplici da gestire.

I test hanno evidenziato che, con il supporto del dispositivo, per un operatore alle prime armi la mortalità dei pezzi in estrazione passa dal 15% al 4%, mentre per un operatore esperto scende dal 5% all’1%, con diversi casi prossimi allo zero. Il sistema contribuisce inoltre a semplificare il lavoro, ridurre lo stress operativo e contenere l’impatto sulla salute dell’operatore.

Andrea Friso, R&D Manager per Master Alloy di Legor, sottolinea: "Il progetto IOJET rappresenta per noi un passo molto importante perché interviene su una delle fasi più delicate della stampa 3D con tecnologia Binder Jet applicata alla gioielleria: l’estrazione dei pezzi dalla polvere metallica. Automatizzare questo processo significa non solo ridurre drasticamente il rischio di danneggiamento dei pezzi stampati, ma anche migliorare la qualità del lavoro dell’operatore, ottimizzare la gestione delle polveri e aumentare l’efficienza produttiva. Questo progetto riflette pienamente la nostra vocazione alla Ricerca e Sviluppo: vogliamo essere sempre più un partner tecnologico per i nostri clienti e contribuire a portare innovazione in un settore che, pur affondando le sue radici nella tradizione, ha un enorme potenziale di evoluzione".

Il dispositivo è stato installato presso lo stabilimento di Bressanvido, dove è stato sottoposto a una fase di test su produzioni reali. Per lo sviluppo del progetto, Legor ha collaborato con il centro di ricerca Joanneum Research di Klagenfurt, in Austria, che ha curato la realizzazione e il miglioramento del sistema di puntamento degli oggetti 3D dalla polvere.