07/04/2022

"Le aziende che non producono contenuti danno l’impressione di non avere alcun valore da offrire"

Intervista a Cristiano Carriero, curatore della collana di digital marketing di Hoepli e docente per VIC digital.

Per attirare l’attenzione dei giovani si deve puntare sulle persone che lavorano in azienda. Mostrarle, raccontarle, far vedere cosa fanno, valorizzarle. Specialmente nelle PMI, è anche l’imprenditore che deve mettersi in gioco, non può limitarsi a stare nelle retrovie come 15 anni fa.

È davvero utile per le aziende dedicarsi con professionalità alla cura dei contenti del proprio sito e dei social?

Il content è necessario. Le aziende che non producono contenuti danno l’impressione di non avere alcun valore da offrire, sia agli stakeholder, sia ai potenziali clienti. E a volte è effettivamente così.

 

Quale caratteristica immancabile deve avere un contenuto aziendale oggi?

Oggi, fare content marketing significa soprattutto scegliere! Scegliere qual è la giusta gerarchia di contenuti da proporre al proprio target, fare magari meno contenuti ma curarli di più, decidere quali piattaforme utilizzare e soprattutto quali no.

Un’azienda che sovracomunica spreca tempo e risorse. Ovvero; spreca il proprio business. Sparare mille cartucce e vedere se funziona non è una strategia. Le aziende hanno invece bisogno di indirizzare con efficacia una comunicazione puntuale al pubblico che rientra nei propri obiettivi di business.

 

Oggi si parla molto di purpose, ma quali sono le principali direttrici del content marketing che un’azienda, magari PMI, magari B2B, può intraprendere.

Il purpose, ovvero, semplificando, il motivo per cui un brand o un’azienda esiste, non è una cosa per tutti. Però è una strategia interessante e, se ben strutturata e curata, può offrire un valore di differenziazione importante.

E possono farlo anche aziende B2B per fare branding, per essere riconoscibili e distinguersi dai concorrenti: se non investi un po’ sul tuo ruolo nel mondo, rischi di perdere una fetta importante di giovani e talenti che selezionano i propri partner o posti di lavoro anche in base a questo.

 

A questo proposito, le aziende manifatturiere hanno difficoltà ad attrarre i giovani, il content marketing può aiutare?

Per attirare l’attenzione dei giovani si deve puntare sulle persone che lavorano in azienda. Mostrarle, raccontarle, far vedere cosa fanno, valorizzarle.

Specialmente nelle PMI, dove questo racconto è più raro a trovarsi, è anche l’imprenditore che deve mettersi in gioco, non può limitarsi a stare nelle retrovie come 15 anni fa. O se preferisce stare nelle retrovie, allora è necessario che mandi avanti altri che però siano in grado di rappresentare lo spirito aziendale.

 

La cura dei contenuti si può affidare totalmente all’esterno?

Il copywriter o lo specializza che crea grafiche, foto e video possono essere anche consulenti esterni, si tratta di una spesa giustificata perché si parla di professionisti che hanno competenze molto specifiche. Credo però che il content manager, colui che sceglie e governa la strategia e gli obiettivi a cui servono i contenuti, dovrebbe essere una figura interna. Anche perché, banalmente, è una competenza più facile da imparare, se non la si possiede già.

Quando si ha al proprio interno una persona che conosce bene l’azienda, i suoi prodotti, il valore aggiunto si è già a metà dell’opera. L’altra metà è formarsi, imparare metodi e strategie di content management e continuare ad aggiornarsi, perché parliamo di un mondo che evolve continuamente. In questo percorso, ci si può fare accompagnare da un consulente, a seconda anche del budget.

 

Quali sono le tipologie di contenuti da tenere d’occhio?

I podcast e i video il cui formato è simile a quelli proposti su TikTok. Non necessariamente per produrre video su TikTok che è un mondo ancora lontano dalle aziende (chissà per quanto ancora…), ma quel tipo di comunicazione, caratterizzato da video veloci, fa gola a tutti tanto è vero che lo stiamo trovando anche su altri social, a cominciare da Instagram.

Per intenderci, faccio fatica a pensare a Facebook che continua a vivere di link o foto più testo perché le nuove generazioni non si soffermano più nemmeno su una foto con commento, viene ritenuta troppo impegnativa da “consumare”.

Il video alla TikTok sta diventando la nuova tv. Poi si può discutere sulla qualità dei contenuti, ma questa è la realtà. Personalmente ritengo che si debba scegliere bene ed essere bravi anche non seguire per forza tutto ciò che è moda. Ci sono momenti in cui serve l’approfondimento e a volte mordi e fuggi.

 

Da dove è possibile trarre ispirazione per creare contenuti significativi?

Reddit e Twitter sono piattaforme utilissime per individuare i trend. Ma l’arma vincente, come sempre, è diversificarsi.

Per esempio, iscrivendosi a newsletter di settore: ce ne sono tante, anche a livello internazionale. Molto interessanti sono quelle a pagamento, non solo perché spesso vengono particolarmente curate, appunto per giustificarne il costo, ma anche perché le leggono in pochi e quindi forniscono dei contenuti più esclusivi.

 

Quali tool usi per il tuo lavoro quotidiano?

Per i piani editoriali PostPickr: serve per programmare i post, leggere i trend e usare più social contemporaneamente.

Per le newsletter uso Substack, è fatto bene e fornisce ottime statistiche.

 

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Martedì 12 aprile, dalle 11:30 alle 12:30, Cristiano Carriero sarà in diretta sui canali social di Confindustria Vicenza con un webinar gratuito intitolato:

Content marketing per PMI: dalla strategia all’operatività in 45 minuti

Come ideare e realizzare contenuti per attrarre e interessare i clienti anche nel B2B.

Per partecipare: