Claudio Pozza, presidente di ANCE Vicenza, richiama l’allarme lanciato da ANCE Veneto sugli effetti dell’instabilità internazionale per il comparto delle costruzioni. "Come evidenziato da ANCE Veneto, l’instabilità internazionale sta creando una vera emergenza sui prezzi e sui rincari energetici anche nella nostra provincia ," dichiara Claudio Pozza, presidente di ANCE Vicenza, che aggiunge: "ANCE Vicenza ha inviato una lettera a tutte le Stazioni Appaltanti del nostro territorio, richiamando la necessità di avviare rapidamente la rinegoziazione dei prezzi prevista dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici, per evitare sospensioni o risoluzioni contrattuali e garantire la continuità dei cantieri e delle opere pubbliche. Auspichiamo che in questo momento molto delicato le Amministrazioni siano attente alle legittime esigenze delle nostre imprese".
Anche il presidente di ANCE Veneto, Alessandro Gerotto, segnala un quadro in rapido peggioramento: "Le impennate dei prezzi delle materie prime ci spingono verso uno scenario drammatico." Secondo Gerotto, alla dinamica dei rincari si sommano i rischi inflazionistici, con possibili ricadute sulla crescita, sulle imprese e sull’occupazione.
"A fronte del verificarsi dell’attuale situazione emergenziale - spiega Gerotto - l’unico strumento effettivamente idoneo a garantire la continuità dei contratti in essere è quello della Rinegoziazione contrattuale, introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) nell’art. 9, proprio allo scopo di superare criticità legate a variazioni straordinarie e imprevedibili. La norma riconosce alla parte svantaggiata un vero e proprio diritto alla rinegoziazione secondo buona fede delle condizioni contrattuali e obbliga l’altra parte ad attivarsi per ristabilire l’equilibrio originario del rapporto."
Le imprese edili venete segnalano rincari che interessano non solo i derivati petrolchimici come il bitume, ma anche materiali come l’acciaio, oltre a un aumento dei costi logistici e di trasporto. In alcuni casi, gli incrementi superano il 50% rispetto a dicembre 2025. Un contesto che coinvolge l’intera filiera dell’edilizia, impegnata in Veneto anche nel completamento dei lavori del Pnrr nei tempi previsti.
"L'instabilità internazionale - prosegue il presidente dei costruttori veneti - potrebbe innescare anche interventi della Bce in tema di aumento dei tassi d'interesse, proprio mentre alcuni dati, soprattutto dell'occupazione, stavano dando un certo respiro. Ora serve, anche dall'Unione Europea, una visione per investimenti e anche di flessibilità, più a lungo termine. Gli accadimenti globali sono talmente veloci, con le crisi che vanno a sovrapporsi, e i nostri sistemi produttivi necessitiamo di risposte altrettanto pronte."
"Dal primo marzo scorso sono scattati anche gli aumenti concordati dal rinnovo del contratto di lavoro nazionale - aggiunge Gerotto - ai quali si aggiungono gli adeguamenti per le trasferte e aggiornamenti sui contratti di secondo livello, o anche situazioni particolari come quelle che affrontano i nostri colleghi veneziani o gli imprenditori delle aree di montagna; già penalizzati per le specifiche condizioni logistiche. Il rischio reale è che si fermino i cantieri o che si chiudano le attività."
ANCE Veneto rivolge quindi un invito alle stazioni appaltanti e alle amministrazioni locali, a tutti i livelli, a considerare il contesto generale in cui le imprese edili sono chiamate a operare. Il sistema associativo sta monitorando l’andamento della situazione in ogni provincia veneta, alla luce di rischi economici e finanziari in crescita che potrebbero avere effetti anche sull’occupazione.

