City Green Light, l'Unione Astrofili Italiani (UAI) e l'International Dark Sky Association – Italian Section (IDA-IS) rinnovano per 24 mesi il protocollo d'intesa per la tutela del cielo notturno avviato nel 2023 e istituiscono l'Osservatorio "Il Cielo come Paesaggio".
L'accordo punta a contrastare l'inquinamento luminoso, fenomeno che altera la naturale brillanza del cielo, limita la visibilità della Via Lattea e interferisce con i processi biologici di animali e piante, oltre a influire sul ritmo circadiano umano.
L'Osservatorio avrà il compito di raccogliere e condividere le migliori pratiche nazionali e internazionali in materia di illuminazione sostenibile. Tra le attività previste figurano il dialogo tra enti pubblici, operatori del settore e comunità scientifica, la produzione di white paper e documenti di indirizzo e l'organizzazione di incontri pubblici e tavoli tecnici.
Le tre organizzazioni avvieranno inoltre un percorso congiunto per definire, entro sei mesi dalla sottoscrizione, i parametri tecnici necessari al conseguimento della certificazione "Sky Friendly". Lo standard riguarderà i futuri progetti e gli interventi di realizzazione, riqualificazione o adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica eseguiti da City Green Light sul territorio nazionale. I requisiti concordati saranno obbligatori per ottenere la certificazione, anche qualora prevedano prescrizioni più restrittive rispetto alla normativa vigente.
"La qualità dell’illuminazione pubblica non si misura soltanto nella capacità di garantire visibilità e sicurezza, ma anche nell’attenzione agli effetti della luce sull’ambiente notturno - dichiara Alessandro Visentin, CEO di City Green Light - con il rinnovo di questo accordo vogliamo rafforzare il confronto con la comunità scientifica e contribuire alla definizione di criteri tecnici che integrino la tutela del cielo notturno nella progettazione e nella riqualificazione degli impianti".
Cecilia Putignano, Engineering & Technical Services Director di City Green Light, ha aggiunto: "Un approccio progettuale responsabile richiede di considerare la luce come una variabile da governare con precisione, attraverso scelte tecniche mirate in termini di orientamento, intensità, tonalità cromatica e regolazione dei flussi luminosi. Integrare questi elementi nella progettazione degli impianti significa ridurre la dispersione della luce e limitarne gli effetti sull’ambiente notturno, garantendo al contempo adeguati livelli di illuminazione in funzione dei contesti e delle reali necessità".
Salvatore Pluchino, presidente dell'Unione Astrofili Italiani (UAI), ha dichiarato: "Il cielo stellato rappresenta uno dei patrimoni naturali e culturali più antichi e universali dell'umanità, ma è anche una straordinaria risorsa per la ricerca scientifica, l'educazione e la conoscenza. L'inquinamento luminoso ci sta progressivamente privando non soltanto della possibilità di osservare le stelle, ma anche di un rapporto millenario con il cielo, che ha accompagnato lo sviluppo della scienza e della nostra cultura. Tutelare il buio naturale non significa rinunciare a illuminare le nostre città, ma imparare a farlo meglio, con intelligenza e responsabilità.
È proprio nella consapevolezza dell'importanza di questa sfida che, con l'attuale Presidenza, l'UAI ha voluto assumere un impegno concreto e duraturo, istituendo una ‘Struttura Operativa permanente per il contrasto all'inquinamento luminoso’, coordinata dall'Avv. Mario Di Sora, con l'obiettivo di rafforzare le attività di monitoraggio, sensibilizzazione e interlocuzione con le istituzioni.
Il rinnovo della collaborazione con City Green Light e IDA-IS e la nascita dell'Osservatorio “Il Cielo come Paesaggio” si inseriscono quindi in un percorso più ampio, nel quale la comunità degli astrofili italiani intende svolgere un ruolo attivo, mettendo a disposizione competenze scientifiche, esperienza sul territorio e capacità di divulgazione. Perché “difendere il cielo notturno significa non soltanto proteggere l'ambiente, ma preservare il diritto delle generazioni future a conoscere e ammirare l'Universo".
Mario Di Sora, referente dell'International Dark Sky Association – Italian Section (IDA-IS), ha commentato: "Il rinnovo di questo protocollo d’intesa rappresenta un importante passo in avanti verso la concreta e verificabile limitazione dell’inquinamento luminoso non sempre assicurata dalle varie leggi regionali approvate negli anni. L’impegno di City Green Light, come gestore di impianti, comporta un’assunzione di responsabilità morale apprezzabile perché coglie le finalità volte alla salvaguardia del cielo notturno che non sono solo una priorità per astronomi e astrofili ma per tutta l’Umanità e per le varie forme di vita sempre più disturbate dall’eccesso o l’erroneo uso della luce artificiale. In tal senso la Sezione Italiana dell’IDA, che ha sede presso l’Osservatorio di Campo Catino e che si batte dai primi anni ’90 per una corretta illuminazione, farà la sua parte con determinazione per il successo di questa iniziativa".

