Ruota palladiana - ITINERARIO / 5 Da Villa Zileri (loc. Biron) a Torreselle

Sulla cima del Castellaro. Quinto itinerario della rubrica dedicata agli itinerari cicloturistici curata da Maurizio Mascarin.

BiciCartolina. Si pedala per uscire dai rumori cittadini e per incontrare le voci del bosco: il fruscio del fogliame, i canti degli uccelli e tanti altri momenti musicali della natura. Si pedala per salire in collina ad ascoltare le “architetture”di una vegetazione aspra, caparbia e generosa; che racconta di maghetti (buoni), strie (cattive), folletti (ciarlatani) ed erbe magiche. Si pedala dentro “ad un tempo perduto”, che richiama storie e leggende senza data.

È un percorso eclettico e variegato, da ciclisti in gamba, quello che ci apprestiamo ad affrontare, che si fa apprezzare per quanto concede al colpo d’occhio: panoramiche su Castelnovo, Isola, Malo da un lato; su Gambugliano dall’altro.

Una volta in sella non si scherza, in questo tragitto che declina il tratto pianeggiante del Biron (Monteviale), il cocuzzolo della Guizza (attraversato dal sentiero di “Cammina con noi”), la cima del bosco del Castellaro, appena sopra alle contrade di Torreselle.

Luoghi che tra una vegetazione secolare, antichi capitelli, case rurali ci offrono una narrazione estesa, leggendaria, d’altri tempi.

A tratti, su per la collina, la fatica è vera, ci si alza sui pedali e ci si sente piccoli grandi eroi. Ma la fatica, si sa, in fondo regala sempre qualcosa. Sui 7 tornanti stretti che dal centro di Castelnovo portano ad Ignago, il cuore batte forte. Solo che poi, raggiunto il traguardo, hai la soddisfazione di sentirti anche tu un ciclista di carattere, di quelli che non mollano mai. Con le salite che sono ormai un ricordo, come in una giostra di montagne russe ci si butta giù per via Lombarda, che ci regala (meglio, ci impone) una discesa adrenalinica, audace, da batticuore. Si va giù con rispetto, educatamente, tenendo lo sguardo dritto sulla strada. Il brivido della velocità si consuma in pochi minuti. Col sudore della salita e il vento in faccia della discesa ci ritroviamo così nuovamente in pianura, sulla via che ci riporta, ripassando per località Biron, verso la città. Lasciamo alle spalle un percorso seducente ed eccitante: siamo andati incontro a luoghi sospesi tra passato e presente, dove l’architettura del territorio è a tratti superba; torniamo a casa con l’orgogliosa fatica del cicloturista che ha messo sulle gambe “un giro ricco di cose belle”.

Andata&Ritorno. Il pronti e via è in località Biron (Monteviale), a 7 chilometri dal centro di Vicenza. Da Villa Zileri si pedala in piano per un paio di chilometri verso Costabissara, paese hinterland che conserva alcune significative testimonianze storiche. Di rilievo la chiesetta paleocristiana di San Zeno, quella di San Valentino del XVIII secolo e la pieve longobarda di San Giorgio, ricostruita nel XV secolo in stile romanico-gotico. Assieme ai resti di una casa romana, Costabissara conserva nel versante collinare i segni di fortificazioni romane e longobarde, che facevano da insediamento all’antica pieve di San Giorgio. Si lascia Costabissara e all’altezza della rotatoria di via Mazzini si entra nella breve ciclabile che termina con un capitello. Volendo, qui s’incontra l’indicazione per Ignago (attraverso via Cengio), ma la rampa è un “muro” che preferiamo evitare; proseguiamo dritti per il centro di Castelnovo lungo un tratto di strada piacevole (prendendo via San Zeno si sale a Madonna delle Grazie). Una volta giunti in paese (dove sono da vedere i resti dei torrioni medievali e la chiesa di San Lorenzo del 1330), imbocchiamo la salita di via Giarelle che porta a Ignago. È subito un via vai di tornanti belli tosti. Sono 7 e sono impegnativi, poi la strada si spiana diventando pedalabile. Al bivio di via Terrosse, che indica sulla sinistra Costabissara, si prosegue per via Povolare, da dove si ammira una panoramica su Vicenza e l’Altopiano di Asiago davvero magnifica. Ormai il campanile della chiesa di Ignago è appena avanti a noi; al bivio del capitello teniamo la destra e, affrontato un altro stretto tornante, eccoci finalmente e meritatamente in piazza. Qui la pausa è d’obbligo: si visita la chiesa di San Leonardo Abate, ci si rinfresca con l’acqua di borraccia, si respira aria buona.

Da Ignago si pedala verso Torreselle, che dista appena 3 chilometri di strada a saliscendi e che ci permette di gustare a vista gli antichi boschi della Guizza. Il traguardo di Torreselle, con la cima sovrastante del tondeggiante bosco del Castellaro (391 m.), è raggiunto.

Già, è stata dura, ma ne è valsa la pena. Ora è il tempo del ritorno. Ci si butta giù per via Lombarda in una discesa (di circa 3 chilometri) tanto ripida quanto entusiasmante. Facendo attenzione alla curva a gomito, passiamo il borgo Ferrabosco (con il capitello e il suo antico fontanon) e, in velocità “controllata”, giungiamo ad Isola, all’altezza del santuario di Santa Maria del Cengio. Da vedere anche l’antica filanda, oggi riconvertita in cartiera. Per gli appassionati di trekking- running- north walking, dal Ponte di Santa Maria si può accedere al percorso guidato “Cammina con noi”, che riporta in alto verso Torreselle attraverso l’antica mulattiera. (passando per località “del Combinello” e la Valletta dei Sassi Neri) . Da Isola la strada interna per il ritorno - attraverso Castelnovo, Costabissara in direzione Monteviale località Biron - è tutta d’un fiato.

ITINERARIO località Biron (Villa Zileri), Costabissara, Castelnovo, Ignago, Torreselle, Isola Vicentina (andata); Isola Vicentina, Castelnovo, Costabissara, località Biron (ritorno).

CARATTERISTICHE. Percorso misto, particolarmente impegnativo nella salita di 3 chilometri che da Castelnovo porta a Ignago; saliscendi nel tratto Ignago –Torreselle; attenzione alla ripida discesa di via Lombarda che da Torreselle porta a Isola Vicentina. Strade mediamente poco trafficate con tratti di ciclabile in Comune di Costabissara.

TOTALE KM 25

 Da Vicenza a Monteviale (località Biron) Km 7

CicloPensiero. “…una continua riflessione su quanto (si) vede, (si) legge, (si) dice, (si) crede, (si) ama…”, Jean Marcenac, prefazione ad Antologia degli scritti sull’arte di Paul Eluard.

LE VILLE. Villa Loschi Zileri Dal Verme, Villa Bissari San Carlo, Castello Della Costa De Buzzaccarini Putin, Villa Cerchiari, Villa Bertolini.

Villa Loschi Zileri Dal Verme (Monteviale). La paterni­tà della villa, che risale al 1734, è contesa tra il Muttoni e il Massari. La facciata del corpo padronale va a valo­rizzare il settore centrale, grazie al gioco delle finestre rispetto alle ali; di grande effetto scenografi­co lo scalone d'onore e il salone; le adiacenze com­prendono il porticato, la chiesetta e la loggia. Nel 1734, Giam­battista Tiepolo decorò il soffitto della sala da ballo con l’ "Allegoria del­le virtù" e l’ "Allegoria della fedeltà" mentre sul­le pareti dello scalone dipinse "L'innocenza che respinge il vizio" e "L'attività che trionfa sull'ozio". Grande parco all'inglese dell'architetto Balzaretti.

Villa Bissari San Carlo (Costabissara). Di proprietà della Curia vescovile, la villa fu completamente ristrutturata nel 1877. Nel parco spicca la loggia Belvedere, attribuita ad Ottone Calderari. Gli affreschi sono di autore ignoto e rappresentano motivi paesaggistici e pastorali.

Castello Della Costa De Buzzacarini Putin (Costabissara). Ricostruito nel 1285 dai Bissari, dopo essere stato distrutto da Ezzelino da Romano. Nel 1859 furono demoliti gli edifici circostanti e apportati radicali rinnovamenti in chiave neogotica. Grande parco con cappella.

Villa Cerchiari (Isola Vicentina). Edificata nel 1772, su progetto di architetto ignoto, il salone centrale è deco­rato da pregevoli stucchi; le statue sono del Settecento, mentre le colonne del rustico sono tuscaniche.

Villa Bertolini (Castelnovo). L'edificio originale risale al 1400, poi restaurato nel 1840. Di grande pregio gli affreschi di Costantino Pasqualotto; i soffitti a padiglio­ne sono quasi certamente del Cinquecento.

OMNIBUS

Convento di Santa Maria del Cengio (Isola). Situato su uno sperone di roccia, divenne luogo di culto al tempo dei Longobardi. Durante la Grande Guerra il convento ha fatto da ricovero ad un ingente numero di soldati feriti. Nel convento dei Servi di Maria si producono ortaggi e vino. È noto anche per la creazione di icone e prodotti di erboristeria.

Sistema collinare. Ci troviamo sulle propaggini occidentali dei Prelessini. Ricche di boschi, con arbusti di castagno, carpino roverella, ornello; specie autoctone sono anche l’acero campestre, l’acero riccio, l’acero montano, l’ippocastano, l’albero di Giuda, il pero corvino.

Isola e frazioni. I 4 cerchi dello stemma comunale di Isola rappresentano la sede comunale e le 3 frazioni che compongono il territorio: Castelnovo, Ignago, Torreselle.

Edgar Allan Poe, miti e anguane. Siamo in una zona di fervide leggende popolari, di miti e anguane (figure femminili dei corsi d’acqua); si racconta che alcuni scritti di Edgar Allan Poe siano trasposizioni di favole raccontate nei filò dalle famiglie della zona.

 



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Maurizio Mascarin

Maurizio Mascarin

Maurizio Mascarin per quasi quarant'anni ha svolto l'attività di giornalista per testate locali e nazionali, scrivendo prevalentemente su temi inerenti all'economia del Nordest. È stato tra i fondatori del settimanale Nuova Vicenza e direttore editoriale di un'agenzia di comunicazione rivolta alle Pmi del modello Veneto Anni Novanta. Tra le sue pubblicazioni: "Tangenti, 90 giorni che sconvolsero il Veneto", coautore; "Le aziende certificate del Veneto"; "La pietra paziente - storia del recupero del quartiere operaio Rossi di Piovene Rocchette ", coautore.