13/01/2026

Barbara Beltrame: “Nella Legge di Bilancio serve crescita industriale, non solo rigore”

La presidente di Confindustria Vicenza commenta la manovra: positivo l’iperammortamento, ma manca una visione industriale di medio periodo.

Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza, interviene sul dibattito relativo alla Legge di Bilancio, sottolineando il ruolo centrale del territorio vicentino nel sistema economico nazionale. "Il Vicentino non aspetta che qualcuno lo salvi: è da sempre il territorio che traina l’economia italiana", afferma, richiamando l’impegno quotidiano delle imprese in termini di investimenti, export, innovazione e occupazione.

Nel merito della manovra, Beltrame Giacomello riconosce la linea di rigore adottata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, evidenziando come il rientro dalla procedura di infrazione e il mantenimento del rapporto deficit/PIL sotto il 3% rappresentino "un risultato importante e va riconosciuto". Allo stesso tempo, però, avverte che "accanto al risanamento serve una spinta chiara allo sviluppo, perché un Paese che mette in ordine i conti ma rallenta l’industria non costruisce solidità: la indebolisce".

Secondo la presidente degli industriali vicentini, il limite principale della Legge di Bilancio è l’assenza di una visione industriale di medio periodo. "Non basta il rigore. Serve crescita. E in Italia crescita significa industria", osserva, rilevando come nella quarta manovra di legislatura non emerga ancora una strategia organica e coerente sul futuro produttivo del Paese.

Un elemento positivo viene individuato nell’estensione dell’iperammortamento a tre anni, misura che diventa finalmente utilizzabile. "È il risultato di un confronto serio tra Confindustria e MEF e va nella direzione giusta", spiega Beltrame Giacomello, ricordando anche il ruolo di Confindustria Vicenza nel chiedere lo slittamento della scadenza a settembre 2028. Meno favorevole, invece, il giudizio sull’abbandono della maggiorazione green.

Resta centrale il tema dell’attuazione: "Ora ciò che conta è rendere operative le misure rapidamente: decreti chiari, tempi certi, procedure semplici". L’esperienza del Piano Transizione 5.0, osserva la presidente, dimostra quanto annunci ambiziosi possano rivelarsi inefficaci se accompagnati da meccanismi complessi e instabili.

In conclusione, Beltrame Giacomello ribadisce la necessità di una direzione chiara: crescita attraverso lavoro, investimenti, semplificazione e infrastrutture adeguate. "Scegliere l’industria significa scegliere il futuro dell’Italia", afferma, assicurando l’impegno di Confindustria nel valorizzare quanto di positivo è stato fatto e nel lavorare, già dal 2026, su ciò che ancora manca.