Il 2025 si chiude con un bilancio occupazionale positivo per il mercato del lavoro veneto, con 14.600 posti di lavoro dipendente in più nel corso dell’anno. Il risultato risulta tuttavia dimezzato rispetto al 2024, quando l’incremento era stato pari a 29.500 posizioni.
Le posizioni a tempo indeterminato aumentano di 24.000 unità, mentre diminuisce il numero complessivo delle assunzioni (-6%). In calo anche i rapporti a tempo determinato (-5.700) e l’apprendistato (-3.700), confermando una tendenza negativa già osservata lo scorso anno. Per il lavoro in somministrazione, i dati disponibili fino a novembre indicano 114.000 rapporti attivati (-3%) e un saldo occupazionale positivo di +4.500 posizioni, superiore allo stesso periodo del 2024.
Nel complesso, le assunzioni effettuate in Veneto nel 2025 sono state 617.427 (-1%). La riduzione ha riguardato soprattutto le donne (-3%), i lavoratori di cittadinanza italiana (-2%) e la fascia di età 30-54 anni (-5%). Cresce invece la domanda di lavoro per gli over 55. Il part-time resta elevato (33,1% delle assunzioni), ma in lieve calo tra le donne.
Le cessazioni di rapporti di lavoro sono state 602.811 (+1%). Diminuiscono dimissioni e licenziamenti disciplinari, mentre aumentano i licenziamenti economici e le conclusioni per fine termine.
Il saldo occupazionale è positivo in tutte le province, tranne Rovigo (-484), ma ovunque inferiore al 2024. Le variazioni migliori si registrano a Padova (+4.139), seguita da Venezia (+2.759), Vicenza (+2.620), Treviso (+2.344), Verona (+2.338) e Belluno (+902). La domanda di lavoro cala in quasi tutti i territori, con le flessioni più marcate a Rovigo (-5%) e Padova (-4%).
Nel manifatturiero proseguono le difficoltà di alcuni comparti, legate sia alla normalizzazione post-pandemica sia a un contesto economico internazionale sfavorevole. Il saldo occupazionale industriale resta comunque positivo (+3.600), sostenuto soprattutto dal metalmeccanico, che registra un miglioramento rispetto al 2024 (+980). In difficoltà il made in Italy, penalizzato in particolare da alimentare, tessile-abbigliamento e occhialeria. L’automotive mostra una lieve flessione, mentre il ricorso alla Cassa integrazione ha limitato l’impatto sulle posizioni a tempo indeterminato.
Tra gli altri settori, l’agricoltura chiude con un saldo negativo (-660), mentre il terziario registra un risultato positivo (+11.700), seppur inferiore a quello del 2024. Commercio, logistica e turismo non replicano i risultati dell’anno precedente, a causa di un calo diffuso delle assunzioni. Negativo anche il saldo dei servizi di pulizia (-300).
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel 2025 sono disponibili nella Bussola pubblicata nella sezione dedicata del sito di Veneto Lavoro.

