Giulia Faresin, vicepresidente all’Internazionalizzazione ed Europa, interviene sul voto che ha portato al rinvio dell’accordo UE-Mercosur alla Corte UE, definendolo un atto di "sabotaggio nei confronti dei lavoratori e delle imprese del Made in Italy". In particolare, Faresin richiama l’impatto sul Veneto e su Vicenza, "la provincia con l’export pro capite più alto d’Italia".
Secondo Faresin, i voti italiani e "peggio ancora" quelli degli eletti nella circoscrizione Nord Est sarebbero risultati determinanti: "l’esito infausto per chi lavora in Italia è dipeso da soli 5 voti che, anziché opporsi al rinvio, hanno deciso di appoggiarlo", aggiunge, citando il verbale pubblicato sul sito del Parlamento Europeo.
Nel suo intervento, la vicepresidente sottolinea il contesto internazionale: "siamo in un momento storico in cui il grado di libertà nel commercio internazionale è minacciato da più parti", tra barriere doganali e rallentamenti economici nei mercati di riferimento. A ciò si aggiunge, sempre secondo Faresin, la pressione competitiva dovuta a "una Cina in surplus produttivo" che "riversa in Italia ed Europa quantità enormi di prodotti, sussidiati e deregolamentati".
Faresin richiama anche gli indicatori del territorio: "Nella sola Vicenza, 840.000 abitanti, nel 2025, abbiamo avuto richieste di prima attivazione di CIGO per un totale di 11.685 lavoratori potenzialmente interessati e le richieste di proroga riguardano altre 14.664 persone". Da qui le domande rivolte a chi ha sostenuto il rinvio: "Chi ha votato contro il Mercosur e chi ha ordinato di procedere in questo senso è cosciente di questi numeri?".
Nel merito dell’accordo, Faresin evidenzia che, con l’intesa, sarebbero previsti tagli ai dazi anche rilevanti: "un accordo che prevede l’eliminazione dei dazi, anche del 90%, per le nostre imprese esportatrici". Quanto ai dati di export, cita il 2024 come ultimo dato completo disponibile: "un valore dell’export italiano pari a quasi 6,2 miliardi di euro, di cui quasi 2,3 miliardi esportati dal Nordest, 885 milioni dal Veneto e ben 547 milioni dalla sola Vicenza", pari a "quasi il 9% del totale nazionale verso il Mercosur".
Secondo le stime richiamate, con il trattato firmato e attivo l’export nazionale verso l’area potrebbe arrivare a "14 miliardi", e "potenzialmente, Vicenza potrebbe aspirare ad esportare oltre 1 miliardo di euro". In conclusione, Faresin afferma: "L’Europa matrigna, oggi, non è quella di von der Leyen, ma di coloro, europarlamentari e partiti, che hanno votato contro il Mercosur e contro il lavoro delle aziende del Nordest".

