01/04/2026

Transizione 5.0, incontro al MIMIT: “Prendiamo atto dell’apertura, ora essenziale seguano i fatti”

"Attendiamo i decreti attuativi per comprendere fino in fondo quale politica industriale effettiva il Governo intenda mettere in campo".

A seguito dell'incontro di oggi al MIMIT tra Governo e categorie, il commento della Presidente di Confindustria Vicenza Barbara Beltrame Giacomello

"Prendiamo atto dell’apertura emersa nelle ultime ore, dopo 48 ore che per molte imprese hanno rappresentato un passaggio di gravissima incertezza e di forte allarme per il futuro della manifattura.

Ora è essenziale che alle parole e agli impegni annunciati seguano rapidamente atti concreti e coerenti, come è giusto che avvenga in un rapporto sano e credibile tra Stato e sistema produttivo. Le imprese, così come i cittadini che lavorano e investono ogni giorno nel Paese, devono poter confidare nella certezza del diritto, nella stabilità delle regole e nel rispetto degli impegni assunti.

Ci auguriamo inoltre che questa correzione, doverosa e necessaria, non venga compensata attraverso aggravi equivalenti su altri fronti, perché questo finirebbe per spostare semplicemente il problema senza risolverlo. Allo stesso tempo, attendiamo i decreti attuativi per comprendere fino in fondo quale politica industriale effettiva il Governo intenda mettere in campo, con quali strumenti, con quale grado di continuità e soprattutto con quale reale capacità di accompagnare gli investimenti delle imprese in una fase tanto delicata. In una fase in cui le stime di crescita del PIL italiano vengono già riviste al ribasso, è fondamentale non introdurre nuovi elementi di sfiducia o ulteriori penalizzazioni a carico delle imprese.

Se chi investe, produce e crea occupazione viene esposto a decisioni imprevedibili o a penalizzazioni ex post, il rischio di un rallentamento serio dell’economia, fino anche alla recessione, diventa tutt’altro che teorico. Gli imprevedibili scenari mondiali ci richiamano tutti alla massima prudenza e responsabilità.

Speriamo che questa vicenda abbia reso ancora più evidente un punto di fondo: senza imprese, senza manifattura, senza chi investe e innova, il Paese non va da nessuna parte. Per questo servono scelte chiare, affidabili e capaci di rafforzare — non indebolire — la fiducia di chi ogni giorno tiene in piedi l’economia reale".