Un confronto diretto, concreto e finalmente strutturato tra scuole del territorio e Ministero dell’Istruzione e del Merito: è quanto avvenuto presso Confindustria Vicenza, dove dirigenti scolastici e rappresentanti del Ministero si sono incontrati per discutere la riforma 4+2, fortemente voluta dal Ministro Valditara.
A Palazzo Bonin Longare hanno partecipato una ventina di scuole superiori del territorio e oltre 40 tra dirigenti scolastici e orientatori. Presenti, tra gli altri, Alfonso Balsamo, funzionario Education Confindustria; Elisabetta Giustini, Consigliera del Ministro Valditara; Nando Minnella, Direttore generale della Struttura tecnica per la promozione della filiera tecnologico-professionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito; Nicoletta Morbioli, Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza; e Ivan Tomasi, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all’Education.
Si tratta del primo appuntamento di questo tipo a livello nazionale, un’iniziativa apripista che inaugura un percorso destinato a proseguire in altre realtà italiane, proprio a partire dall’esperienza vicentina. Un momento che segna un cambio di passo: finalmente i dirigenti scolastici del Vicentino e Ministero si parlano in modo diretto, all’interno di un confronto operativo e orientato all’individuazione di soluzioni concrete.
Al centro dell’incontro, la cd Riforma 4+2, presentata “non come una compressione del percorso scolastico quinquennale, ma come un modello integrato di sei anni, fondato su percorsi di istruzione di elevata qualità, in cui giocano un ruolo importante le materie STEM, le lingue straniere e l’innovazione tecnologica. Un percorso di eccellenza, quindi, basato sulla sperimentazione laboratoriale e sulla flessibilità didattica e organizzativa, che punta a valorizzare le competenze innovative strategiche per il nostro Paese e a rafforzare il legame tra istruzione, formazione e mercato dal lavoro in continua evoluzione”, come ha rilevato Nando Minnella nel corso del suo intervento.
La riforma introduce un elemento di forte novità rispetto ai programmi tradizionali: ampi spazi di progettazione e coprogettazione con le imprese e i professionisti del territorio. I percorsi potranno infatti essere adattati anche in corso d’opera, per rispondere in modo più efficace alle sfide della società e alle trasformazioni in atto, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, fino ai cambiamenti organizzativi e geopolitici.
“L’obiettivo è offrire a studenti e studentesse strumenti sempre più adeguatiper costruire il proprio futuro, attraverso percorsi che integrano formazione ed esperienze concrete, fino a prevedere negli ultimi anni anche prime forme di riconoscimento economico, con tirocini aziendali retribuiti. Non un semplice "4+2", dunque, ma un percorso complessivo e unitario di sei anni, pensato per dotare i giovani degli strumenti, teorici e pratici, necessari per affrontare le sfide complesse del mercato del lavoro, accompagnandoli verso la realizzazione personale e professionale”, ha concluso Minnella.
Fondamentale sarà il contributo del territorio: le aziende sono chiamate a partecipare attivamente, mettendo a disposizione competenze, tecnici e manager, contribuendo così a rendere i percorsi in grado di costruire professionalità sempre più aderenti alle reali necessità del mondo del lavoro.
Tra i temi emersi anche la necessità di rafforzare l’informazione e l’orientamento, per coinvolgere maggiormente i giovani e renderli protagonisti consapevoli delle proprie scelte.
“Se vogliamo davvero costruire una scuola del futuro all’altezza delle sfide dell’innovazione, dobbiamo accettare una sfida culturale: uscire dai confini della classe e far entrare nel nostro sistema didattico il mondo esterno in modo guidato, strutturato, valutabile – aggiunge Elisabetta Giustini -. Una filiera 4+2 che funziona non è una scorciatoia, ma un acceleratore di talento, capace di dare senso, direzione e impatto all’apprendimento. E questo possiamo farlo solo insieme: scuola, ITS, impresa e territorio. Costruire una filiera forte significa restituire dignità al sapere tecnico e professionale, come leva di mobilità sociale e di sviluppo economico territoriale. Ma soprattutto, significa dare senso alla scuola, come luogo dove si impara a scegliere, a contribuire, a diventare cittadini e lavoratori consapevoli. L’ambizione della filiera 4+2 non è solo formare meglio, ma formare diversamente. In un’epoca di cambiamento esponenziale, è necessario: uscire dai confini disciplinari e temporali; valorizzare l’apprendimento formale, non formale e informale; rendere la scuola un nodo centrale di sviluppo del capitale umano e sociale. Una scuola laboratorio, una scuola-aperta, una scuola-rete, dove lo studente si orienta, si sperimenta, si evolve. E dove la professionalità docente si amplia, si aggiorna, si proietta nel futuro. La filiera tecnologico-professionale 4+2 è tutto questo: un acceleratore di senso e competenza in cui il successo formativo diventa successo personale e sociale”
In questo contesto, Confindustria nazionale e Confindustria Vicenza hanno svolto il ruolo di facilitatori, mettendo a disposizione la propria capacità di relazione e il proprio radicamento territoriale per favorire il dialogo tra istituzioni scolastiche e livello nazionale. Una scelta coerente con la vicinanza storica dell’associazione al sistema scolastico, che rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita educativa, sociale ed economica della provincia.
“Il primo obiettivo è garantire un’informazione di livello, chiara e completa, perché una riforma così importante va spiegata bene alle scuole, alle famiglie e soprattutto alle nuove generazioni. Solo così possiamo creare vero ingaggio: studenti e studentesse devono sentirsi protagonisti di un percorso che non accorcia la formazione, ma la rende più ricca, flessibile e vicina alle loro aspirazioni. Come Confindustria Vicenza vogliamo fare la nostra parte, perché il territorio ha bisogno di giovani consapevoli, motivati e pronti a costruire il proprio futuro”, spiega Ivan Tomasi, vicepresidente Confindustria Vicenza con delega all’Education.
Un confronto diretto, concreto e finalmente strutturato tra scuole del territorio e Ministero dell’Istruzione e del Merito: è quanto avvenuto presso Confindustria Vicenza, dove dirigenti scolastici e rappresentanti del Ministero si sono incontrati per discutere la riforma 4+2, fortemente voluta dal Ministro Valditara.
A Palazzo Bonin Longare hanno partecipato una ventina di scuole superiori del territorio e oltre 40 tra dirigenti scolastici e orientatori. Presenti, tra gli altri, Alfonso Balsamo, funzionario Education Confindustria; Elisabetta Giustini, Consigliera del Ministro Valditara; Nando Minnella, Direttore generale della Struttura tecnica per la promozione della filiera tecnologico-professionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito; Nicoletta Morbioli, Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza; e Ivan Tomasi, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all’Education.
Si tratta del primo appuntamento di questo tipo a livello nazionale, un’iniziativa apripista che inaugura un percorso destinato a proseguire in altre realtà italiane, proprio a partire dall’esperienza vicentina. Un momento che segna un cambio di passo: finalmente i dirigenti scolastici del Vicentino e Ministero si parlano in modo diretto, all’interno di un confronto operativo e orientato all’individuazione di soluzioni concrete.
Al centro dell’incontro, la cd Riforma 4+2, presentata “non come una compressione del percorso scolastico quinquennale, ma come un modello integrato di sei anni, fondato su percorsi di istruzione di elevata qualità, in cui giocano un ruolo importante le materie STEM, le lingue straniere e l’innovazione tecnologica. Un percorso di eccellenza, quindi, basato sulla sperimentazione laboratoriale e sulla flessibilità didattica e organizzativa, che punta a valorizzare le competenze innovative strategiche per il nostro Paese e a rafforzare il legame tra istruzione, formazione e mercato dal lavoro in continua evoluzione”, come ha rilevato Nando Minnella nel corso del suo intervento.
La riforma introduce un elemento di forte novità rispetto ai programmi tradizionali: ampi spazi di progettazione e coprogettazione con le imprese e i professionisti del territorio. I percorsi potranno infatti essere adattati anche in corso d’opera, per rispondere in modo più efficace alle sfide della società e alle trasformazioni in atto, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, fino ai cambiamenti organizzativi e geopolitici.
“L’obiettivo è offrire a studenti e studentesse strumenti sempre più adeguatiper costruire il proprio futuro, attraverso percorsi che integrano formazione ed esperienze concrete, fino a prevedere negli ultimi anni anche prime forme di riconoscimento economico, con tirocini aziendali retribuiti. Non un semplice "4+2", dunque, ma un percorso complessivo e unitario di sei anni, pensato per dotare i giovani degli strumenti, teorici e pratici, necessari per affrontare le sfide complesse del mercato del lavoro, accompagnandoli verso la realizzazione personale e professionale”, ha concluso Minnella.
Fondamentale sarà il contributo del territorio: le aziende sono chiamate a partecipare attivamente, mettendo a disposizione competenze, tecnici e manager, contribuendo così a rendere i percorsi in grado di costruire professionalità sempre più aderenti alle reali necessità del mondo del lavoro.
Tra i temi emersi anche la necessità di rafforzare l’informazione e l’orientamento, per coinvolgere maggiormente i giovani e renderli protagonisti consapevoli delle proprie scelte.
“Se vogliamo davvero costruire una scuola del futuro all’altezza delle sfide dell’innovazione, dobbiamo accettare una sfida culturale: uscire dai confini della classe e far entrare nel nostro sistema didattico il mondo esterno in modo guidato, strutturato, valutabile – aggiunge Elisabetta Giustini -. Una filiera 4+2 che funziona non è una scorciatoia, ma un acceleratore di talento, capace di dare senso, direzione e impatto all’apprendimento. E questo possiamo farlo solo insieme: scuola, ITS, impresa e territorio. Costruire una filiera forte significa restituire dignità al sapere tecnico e professionale, come leva di mobilità sociale e di sviluppo economico territoriale. Ma soprattutto, significa dare senso alla scuola, come luogo dove si impara a scegliere, a contribuire, a diventare cittadini e lavoratori consapevoli. L’ambizione della filiera 4+2 non è solo formare meglio, ma formare diversamente. In un’epoca di cambiamento esponenziale, è necessario: uscire dai confini disciplinari e temporali; valorizzare l’apprendimento formale, non formale e informale; rendere la scuola un nodo centrale di sviluppo del capitale umano e sociale. Una scuola laboratorio, una scuola-aperta, una scuola-rete, dove lo studente si orienta, si sperimenta, si evolve. E dove la professionalità docente si amplia, si aggiorna, si proietta nel futuro. La filiera tecnologico-professionale 4+2 è tutto questo: un acceleratore di senso e competenza in cui il successo formativo diventa successo personale e sociale”
In questo contesto, Confindustria nazionale e Confindustria Vicenza hanno svolto il ruolo di facilitatori, mettendo a disposizione la propria capacità di relazione e il proprio radicamento territoriale per favorire il dialogo tra istituzioni scolastiche e livello nazionale. Una scelta coerente con la vicinanza storica dell’associazione al sistema scolastico, che rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita educativa, sociale ed economica della provincia.
“Il primo obiettivo è garantire un’informazione di livello, chiara e completa, perché una riforma così importante va spiegata bene alle scuole, alle famiglie e soprattutto alle nuove generazioni. Solo così possiamo creare vero ingaggio: studenti e studentesse devono sentirsi protagonisti di un percorso che non accorcia la formazione, ma la rende più ricca, flessibile e vicina alle loro aspirazioni. Come Confindustria Vicenza vogliamo fare la nostra parte, perché il territorio ha bisogno di giovani consapevoli, motivati e pronti a costruire il proprio futuro”, spiega Ivan Tomasi, vicepresidente Confindustria Vicenza con delega all’Education.

